Cronaca

"Nessuna irregolarità nella sua armeria": assolta una commerciante

Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo di primo grado nei confronti della titolare di un’armeria di San Donaci che era stata rinviata a giudizio per presunte irregolarità

SAN DONACI – Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo di primo grado nei confronti della titolare di un’armeria di San Donaci che era stata rinviata a giudizio per presunte irregolarità riguardanti il registro delle cartucce custodite nel locale e per aver attestato il falso nella certificazione antincendio. La donna, difesa dall’avvocato Rocco Vincenti, è stata assolta con formula piena, perché il fatto non sussiste, dal giudice del tribunale di Brindisi, Genantonio Chiarelli. 

I problemi della commerciante iniziarono nel luglio del 2014, quando a seguito di un controllo amministrativo dei carabinieri, le vennero contestate due violazioni: la difformità fra il numero di cartucce da caccia detenute e quello che risultava dal registro (articolo 55 regio decreto 773/ 1931); l’irregolarità nella dichiarazione di prevenzione antincendio, perché nel locale che da dichiarazione era indicato come deposito non infiammabile, vennero trovate diverse pedane di cartucce da caccia (articolo 20 dl 139/2006). 

Nel corso del processo, l’avvocato Vincenti ha dimostrato che non sussisteva il presunto falso riguardante il certificato antincendio, ma solo una mera inosservanza di quanto stabilito nello stesso documento. Per quanto riguarda l’altra accusa, invece, il legale ha sostenuto che non vi erano gli estremi del reato. La tesi difensiva dunque ha convinto il giudice, che mercoledì (16 marzo) ha emesso la sentenza d’assoluzione. 

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