Cronaca

Crisi rifiuti, Regione ancora in silenzio: ma invia una secca diffida alla Nubile Srl

Dieci giorni per riportare l’impianto di Cdr a norma. Il sito rischia la revoca dell’Aia e la chiusura dopo la sospensione del certificato antincendio il 5 agosto scorso. Domani riunione dei venti sindaci dell'Oga

BRINDISI – Ancora silenzio della Regione Puglia di fronte alla protesta dei sindaci dei venti comuni del Brindisino che restano in stato di agitazione e continuano a chiedere il commissariamento dell’Oga, ritenendo necessario che la questione rifiuti sia definita sul tavolo regionale e non più locale. Anche perché l’ordinanza con cui la Provincia ha dato il via libera al conferimento del materiale bloccato nell’impianto di Cdr presso la discarica di Formica Ambiente ha un’efficacia limitata.

Il termine. Si tratta di dieci giorni, durante i quali si spera che il sovraccarico del sito gestito dalla società Nubile sia superato, ma serve una discarica di soccorso. E sul piano del rispetto delle prescrizioni ambientali, l’impianto non è in regola tanto è vero che la Regione è intervenuta con una diffida che, coincidenza vuole, scade fra dieci giorni. La comunicazione è stata notificata ieri, proprio quando è esplosa la protesta dei sindaci in tricolore.

A questo punto il destino dei venti comuni del Brindisino, capoluogo in testa, dipende tutto da quel che avverrà o non succederà da oggi e sino al 16 ottobre. Dal 17 (un venerdì 17) qualcosa dovrà cambiare per non ripiombare nell’emergenza rifiuti vissuta negli ultimi giorni. Certo è che la strada dell’ordinanza percorsa dal presidente dell’amministrazione provinciale, Maurizio Bruno, non potrà essere battuta per la seconda volta.

Ecco perché Bruno e gli altri 19 sindaci continuano a chiedere al governatore della Puglia, Michele Emiliano, un intervento in prima persona: “L’unico strumento di cui dispongono i componenti dell’Oga è costituito dalle dimissioni dall’assemblea, con la conseguenza che si avrebbe il commissariamento e la materia dei rifiuti passerebbe nelle mani della Regione”, ribadisce Salvatore Ripa, nella duplice veste di presidente dell’Aro Brindisi 1 e di sindaco di San Pancrazio Salentino.

La Regione. “Purtroppo da Bari non è arrivata alcuna comunicazione e la cosa dispiace parecchio perché in questo modo non si dà alcuna dimostrazione di responsabilità, a differenza di quanto hanno fatto i comuni dell’Oga: abbiamo deciso di fare squadra e come gruppo ci siamo presentati dal prefetto, prima di arrivare all’ordinanza della Provincia che non può che essere un tampone. Non è la soluzione del problema che resta nella sua complessità”, prosegue.

“Vero è che non possiamo lasciare l’Oga alla deriva: abbiamo comunque il dovere di tornare a vederci tutti assieme nelle prossime 48 ore al massimo, per individuare un sito disponibile ad accogliere i rifiuti, in sostituzione di Autigno e di Formica”.  L’unico possibile, a quanto pare, è a Massafra, nel Tarantino, dopo che anche Cavallino, in provincia di Lecce è in emergenza. Il che comporterà una lievitazione del costo di trasporto che si rifletterà sulla tassa dei rifiuti.

Va ricordato che la prima discarica è sotto sequestro dal 5 maggio scorso per inquinamento della falda, la seconda non può ricevere rifiuti in uscita dall’impianto di Cdr se i parametri non rispettano i limiti stabiliti dalle disposizioni di legge. L’ordinanza della Provincia è appunto un atto straordinario. La società Formica Ambiente, inoltre, ha ricevuto la diffida dalla Provincia, lo scorso 25 settembre, dal continuare a gestire la discarica di sua proprietà “in difformità delle prescrizioni contenute nell’Aia”, e aveva dieci giorni di tempo per le azioni correttive in grado di superare i rilievi mossi dall’Arpa.

In una situazione di particolare criticità, la Provincia non poteva fare diversamente, secondo Bruno che è arrivato la firma con il parere favorevole della Regione Puglia e della Asl di Brindisi, ma con la pronuncia negativa degli stessi uffici Arpa riferita in sede di conferenza di servizi dal direttore del ripartimento, Anna Maria D’Agnano.

L’impianto di Cdr. “Essendo organo di governo tecnico e non politico posto a tutela dell’ambiente non potevano dire sì a qualcosa in violazione di prescrizioni se non addirittura di ipotesi di reato”, spiega il direttore dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato. “La fiducia dei cittadini va rispettata ed è in nome della tutela della salute che l’Arpa ha comunicato i rilievi condotti nei pozzi spia di Formica Ambiente alla Provincia che poi si è pronunciata con diffida”.

Sempre l’Arpa, di recente, si è affacciata nell’impianto di Cdr di proprietà del Comune di Brindisi, affidato in gestione a Nubile ed è stato l’ultimo sopralluogo nel sito di via per Pandi, nella zona industriale dopo quelli dei funzionari del Servizio di Igiene Pubblica della Asl, dello Spesal, dei vigili del fuoco, della Digos e ancora della Asl. Le verifiche sul posto sono partite il 5 agosto scorso e hanno accertato la presenza di quantità di rifiuti superiori a quelle massime accettabili stando all’autorizzazione integrata ambientale (Aia), tanto è vero che ogni autorità – per gli aspetti di propria competenza – ha assegnato a Nubile un termine per gli adempimenti, da un minimo  di venti a un massimo di 60 giorni.

Scaduti anche questi. Ma la situazione non è cambiata se ieri la Regione ha diffidato Nubile assegnando dieci giorni per riportare il sito alle condizioni indicate nell’Aia, altrimenti si potrebbe procedere alla revoca della stessa autorizzazione con l’ulteriore conseguenza del blocco dell’impianto di Cdr, ossia la chiusura. Oltretutto, da agosto il sito è aperto nonostante la sospensione del certificato antincendio come conseguenza diretta dell’innalzamento del pericolo di combustione al di là di quello permesso, a sua volta riconducibile al sovraccarico di rifiuti trovati persino davanti alle vie di fuga. Gli accessi sono stati liberati ma evidentemente non ci sono ancora le condizioni di normalità.

L’assessore Monetti. “Purtroppo siamo al limite dell’emergenza ambientale in tutta la Puglia e non solo nel Brindisino”, dice Antonio Monetti, assessore all’Ecologia nel comune capoluogo. “Basti vedere cosa avviene nel Leccese, ecco perché sarebbe auspicabile l’intervento della Regione: serve una gestione dei rifiuti complessiva come chiedono i sindaci”. Ma i Comuni dell’Oga chiedono e insistono per il commissariamento dell’Organo di governo d’ambito.

“Se effettivamente dovesse esserci lo scioglimento, sarebbe una sconfitta dell’organismo e, per quello che riguarda Brindisi, non ritengo che ci sia stato un fallimento visto che sono state seguite le volontà dei Comuni”. Amministrazioni che però non hanno creduto nella fattibilità della transazione con Nubile per superare i contenziosi per i servizi non resi in passato e imbastire i rapporti futuri, basti ricordare la prolungata assenza dei Comuni dell’Aro 1. “Sotto questo aspetto il lavoro è stato frastagliato per la diversità di vedute, esplose improvvisamente quando c’è stato il blocco dei camion all’ingresso dell’impianto di Nubile per il carico di umido”, ricorda Monetti.

“Probabilmente se fosse stata firmata la transazione, il gestore (Nubile, ndr) avrebbe avviato il revamping”, aggiunge il titolare della delega facendo riferimento all’investimento milionario sul piano della tecnologia. Ma il discorso è ormai chiuso. Tanto è vero che è in programma una riunione dell’Oga per la risoluzione del contratto con Nubile per gravi inadempienze, sulla base di una bozza sulla quale sono al lavoro gli avvocati Luigi Volpe, docente di Diritto Amministrativo all’università di Bari; Rosario Almiento, penalista di Brindisi e Roberto Palmisano, civilista di Oria, il quale si era occupato dei rapporti tra Comuni e Nubile stilando l’atto transattivo. La convocazione spetta al sindaco Mimmo Consales, presidente Oga.

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