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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca Cellino San Marco

Netturbini senza stipendio, è protesta

CELLINO SAN MARCO – Undici netturbini che non ricevono lo stipendio dal 15 marzo e che ogni mese, da aprile dello scorso anno, vengono retribuiti in ritardo.

CELLINO SAN MARCO - Undici netturbini che non ricevono lo stipendio dal 15 marzo e che ogni mese, da aprile dello scorso anno, vengono retribuiti in ritardo. Oggi hanno occupato il cantiere Igeco Costruzioni, di via Pio La Torre a Cellino San Marco e, come forma di protesta, si sono astenuti dalla raccolta dei rifiuti. Per oggi era previsto il ritiro della plastica.

Gli operatori ecologici si sono poi riuniti nella sala consiliare del Comune dove hanno richiesto e ottenuto un incontro con il sindaco, l'avvocato Francesco Cascione. Una situazione diventata ormai insostenibile che sta portando gli undici lavoratori all'esasperazione. "Ogni mese, da aprile dobbiamo combattere per ricevere lo stipendio, dovremmo essere pagati massimo entro il 15 di ogni mese ma puntualmente i soldi vengono accreditati sempre dopo - hanno spiegato alcuni di essi - questa volta si è superato ogni limite. Il 15 è passato già da qualche giorno e i soldi per noi ancora non ci sono e non si sa quando verranno accreditati".

Alla protesta erano presenti l'ex sindaco di Cellino San Marco, Claudio Pezzuto, oggi consigliere di opposizione, Giusy Arseni e Raffaele Quarta, dirigente e componente della segreteria del Pd, e il sindacalista della Uil Mino Greco. È stato quest'ultimo a presenziare l'incontro tra Cascione e i lavoratori infuriati e stanchi. Un incontro che non ha portato buoni risultati.

Il sindaco avrebbe spiegato ai lavoratori che il Comune ha liquidato l'azienda, trasferendo, di fatto, la responsabilità su quest'ultima. Il rappresentante della Igeco avrebbe invece chiesto ai netturbini di avere ancora pazienza perchè al momento gli stipendi non possono essere pagati. Con tutta probabilità anche domani i cittadini avranno disagi per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, dovrebbe essere ritirata l'indifferenziata.

"Non si vuole creare disagio alla cittadinanza ma è arrivato il monento di cercare la soluzione giusta per questa situazione. Da un lato abbiamo lavoratori che non vengono retribuiti regolarmente e che chiedono solo di essere rispettati, dall'altro abbiamo un paese che deve essere pulito. L'unico che può sistemare tutto questo è il Comune - precisa Claudio Pezzuto - l'amministrazione deve provvedere a tutelare sia i suoi lavoratori che i cittadini, deve affrontare questo problema una volta per tutte".

C'è poi un altro disagio che gli operatori ecologici cellinesi sono costretti a vivere. Da quanto il cantiere di via San Pietro è stato chiuso perchè sequestrato dalla Guardia di Finanza a causa di alcune irregolarità, i mezzi e la base logistica sono stati trasferiti in un'area in via Pio La Torre, non perfettamente a norma: "Si tratta di un deposito senza bagni e senza spogliatoi - spiega Raffaele Quarta - non è asfaltato e quando piove diventa un letamaio con grossi disagi per la gente che ci lavora".

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