Niente straordinari per indagini strage

BRINDISI – “Stiamo ancora creditori con il Ministero per le ore di lavoro straordinario effettuato dopo l’attentato alla scuola Morvillo-Falcone”: i poliziotti alzano la voce. I sindacati Siulp, Sap e Silp scrivono al questore Giuseppe Cucchiara e al prefetto Nicola Prete per denunciare gli innumerevoli disagi.

Il Morvillo

BRINDISI – “Stiamo ancora creditori con il Ministero per le ore di lavoro straordinario effettuato dopo l’attentato alla scuola Morvillo-Falcone”: i poliziotti alzano la voce . I sindacati Siulp, Sap e Silp scrivono al questore Giuseppe Cucchiara e al prefetto Nicola Prete per denunciare gli innumerevoli disagi con cui quotidianamente devono fare i conti i tutori dell’ordine. L’Osservatorio sindacale di Brindisi elenca una lunga serie di problematiche già esposta lo scorso 18 maggio, a un anno dall’attentato che colpì la scuola Morvillo-Falcone, al viceministro agli Interni Filippo Bubbico.

Gli agenti chiedono maggior riguardo nei confronti di un territorio trattato dalle istituzioni alla stregua di un’isola felice. “E’ come se nella provincia di Brindisi - denuncia l’Osservatorio nella lettera firmata da Domenico Conte (Siulp), Francesco Pulli (Sap) e Marcello Capodieci (Silp) - tutto funzionasse per il verso giusto, il tasso di felicità fra i residenti fosse altissimo, il tasso di disoccupazione praticamente non rilevabile, i reati addirittura non percepibili e gli operatori della sicurezza si girino i pollici per impiegare il tempo durante l’orario di servizio”.

Ma la realtà è un’altra. Le forze dell’ordine sono alle prese da almeno 3 anni con il blocco del turn-over: 150 persone hanno lasciato la Questura e nessuno le ha rimpiazzate.

La Polfer, ad esempio, con un personale di appena 14 unità, è in grado di coprire un solo turno di servizio che va dalle 8 alle 20. E dalle 20 in poi? “Se succede qualcosa presso lo snodo ferroviario di Brindisi – dichiara Marcello Capodieci – deve intervenire la pattuglia della Sezione volanti di turno”. Decisamente troppo poco per garantire la sicurezza dell’area. “Lo stazione – spiega Capodieci – è ad elevato rischio incidente per i carri cisterna carichi di materiale esplodente (per lo più gas e gpl, ndr) che transitano e sostano sui suoi binari. E il rischio può diventare ancora più rilevante quando i vagoni sono vuoti”.

L’Osservatorio, da tempo, invoca la realizzazione di una bretella di collegamento fra la stazione centrale di Brindisi e lo scalo ferroviario di Tuturano, situato a distanza di sicurezza dal centro urbano. Si tratta di una richiesta resa di stringente attualità anche dalla strage ferroviaria che pochi giorni fa ha causato 6 morti alle porte di Parigi. “Purtroppo – afferma ancora Capodieci - ci porteremo dietro questa lacuna fino a quando non verranno realizzate infrastrutture adeguate”.

I disagi legati alla carenza di personale si trascinano dalla seconda metà degli anni ottanta, quando la nascita di nuovi servizi (il commissariato di Mesagne, l’ufficio Rapporto col pubblico , il poliziotto di quartiere) non venne accompagnata dall’assunzione di nuovo personale.

“É passata del tutto inosservata – si legge nel comunicato dell’osservatorio - la richiesta di rinforzi estivi per i commissariati di Ostuni e Mesagne, sottoposti a un aggravio di attività di ordine e sicurezza pubblica per il flusso turistico, che porta la popolazione residente a triplicarsi. L’esiguo personale destinato al controllo del territorio sempre più spesso è costretto a coprire ampie aree territoriali con un unico equipaggio, sopperendo anche alle carenze di altri enti, come per esempio i rilevamenti di incidenti stradali rimessi alla competenza dei Vigili Urbani”.

E al danno si aggiunge la beffa della rideterminazione del monte ore mensile di lavoro straordinario. Basti pensare che almeno 200 poliziotti, a oltre un anno dall’attentato in cui perse la vita Melissa Bassi, sono creditori nei confronti del Ministero di migliaia di ore di lavoro straordinario effettuato durante le indagini che portarono alla cattura dello stragista.

“Chiediamo quindi a gran voce – conclude l’osservatorio - un ravvedimento e un tempestivo intervento del Dipartimento della P.S., al quale faremo giungere tutto il malessere della categoria anche attraverso le organizzazioni sindacali nazionali di riferimento, in modo che l’allarme sociale che sta salendo senza soluzione di continuità, si traduca in una ritrovata fiducia nelle istituzioni, attraverso un vero impegno delle stesse per il reperimento di garanzie e certezze per la sicurezza sociale”.

 

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