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Supermercato nell'ex macello, la parola al Consiglio di Stato

CEGLIE MESSAPICA - Da ex macello comunale a grande supermercato per la vendita al dettaglio di prodotti alimentari e di vario genere. Per l’amministrazione comunale di Ceglie Messapica, che tempo fa ha alienato a privati la struttura dismessa, questa destinazione d’uso non è possibile. E su questo fronte ha registrato un punto a suo favore con il pronunciamento, in via cautelativa, della quarta sezione del Consiglio di Stato.

CEGLIE MESSAPICA - Da ex macello comunale a grande supermercato per la vendita al dettaglio di prodotti alimentari e di vario genere. Per l'amministrazione comunale di Ceglie Messapica, che tempo fa ha alienato a privati la struttura dismessa, questa destinazione d'uso non è possibile. E su questo fronte ha registrato un punto a suo favore con il pronunciamento, in via cautelativa, della quarta sezione del Consiglio di Stato.

I fatti. La società Taf Pneumatici di Ceglie Messapica tempo fa acquista la struttura realizzata agli inizi degli anni Ottanta per la macellazione in via Francavilla. Macello che ha funzionato per alcuni anni. Poi modificate le normative era finita in abbandono. Acquisita la struttura, la Taf Pneumatici decide di venderla ad una società tedesca che intende raderla al suo, ricostruirla con tutti i crismi di legge e realizzare un grande supermercato.

Ma questo, secondo l'amministrazione comunale, non è possibile in quanto il Piano di fabbricazione vigente, peraltro fatto proprio dal Piano urbanistico varato dal commissario regionale qualche mese fa, destina quell'area a servizi di interesse comune non commerciali. Peraltro, sempre secondo l'amministrazione comunale, non ci sono gli standard urbanistici per modificarne la destinazione d'uso.

La Taf Pneumatici Srl, assistita dall'avvocato Luigi D'Ambrosio, fa ricorso al Tar di Lecce che accoglie, ritenendo, in base ad una interpretazione soggettiva delle norme tecniche di attuazione, possibile la modifica della destinazione d'uso, anche in virtù della mancata contestazione da parte del Comune degli standard urbanistici indicati nel progetto della costruzione a realizzarsi.

Si ricorre al Consiglio di Stato. Il Comune si affida alla cassazionista Maria Antonietta Spalluti, che oltre a impugnare la sentenza del Tar, presenta un ricorso cautelare di inibitoria della sentenza del Tar. Che il Consiglio di Stato accoglie, bloccando tutto e rinviando alla decisione di merito. Con questa motivazione: "Considerato che l'appello presenta elementi meritevoli di attenta considerazione in sede di merito e considerato prevalente, nel bilanciamento, l'interesse pubblico a non consentire irreversibile modificazioni del tessuto urbanistico con conseguente deficit degli standard nelle more del giudizio di merito".

Nel frattempo, però, questa vicenda si è arricchita di un ulteriore ricorso: la Taf Pneumatici Srl ha impugnato dinanzi al Tar di Lecce il Piano urbanistico, in relazione a quanto previsto per la zona in cui si trova l'ex macello comunale, che fissato l'udienza per il 16 maggio prossimo.

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