“Noi, scafisti perché senza lavoro”: i due brindisini restano in carcere

Il gip convalida l'arresto di Antonio Olimpio e Francesco Tassone: sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione di clandestini. "Ci avrebbero pagato solo se l'operazione fosse stata portata a termine". La difesa si riserva di chiedere i domiciliari

BRINDISI – “Eravamo disperati, signor giudice. Abbiamo accettato di fare gli scafisti per una volta perché senza lavoro: ci servivano soldi per mantenere mogli e figli, per questo abbiamo trasportato dieci immigrati con la promessa che ci avrebbero pagato solo dopo, a operazione conclusa”.

Il carcere di Lecce, Borgo S.NicolaAntonio Olimpio e Francesco Tassone, i due brindisini arrestati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, restano in carcere, a Lecce, dopo aver affrontato questa mattina (4 giugno) l’interrogatorio davanti al gip per la convalida dell’arresto avvenuto 48 ore prima per mano dei finanzieri del Roan di Bari, al largo della costa di Otranto.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, ha confermato l’arresto per entrambi, difesi dall’avvocato Luca Leoci, al termine dell’udienza nel corso della quale i due hanno voluto rispondere alle domande per spiegare il perché della loro azione. Il primo a parlare, sarebbe stato Olimpio, il quale si sarebbe assunto la paternità dell’iniziativa, ammettendo di aver tirato in ballo l’amico Tassone, anche lui nelle stesse condizioni.

Entrambi, stando alla versione dei fatti consegnata al gip, sarebbero disoccupati da tempo e di conseguenza alle prese con enormi difficoltà per mantenere la famiglia. Hanno tutti e due figli. “Non sapevano più come fare”. Hanno usato uno scafo in vetroresina di circa sette metri, con un potente motore da 150 cavalli. 

Antonio Olimpio e Francesco Tassone-2Sugli altri aspetti dell’operazione, dai contatti, vale a dire dai presunti organizzatori dei viaggi, sino ad arrivare al compenso resta il segreto istruttorio. Il sospetto della Procura è che sia in atto una ripresa dei traffici di clandestini sugli scafi, con la riesumazione delle stesse modalità e delle stesse rotte dei tempi del contrabbando, quando Brindisi era diventata Marlboro city e il traffico di bionde era diventato un lavoro in una società parallela a quella dello Stato.

Olimpio e Tassone, restano in carcere. Il difensore Luca Leoci si è riservato di depositare istanza per chiedere al gip di attenuare la misura cautelare, in considerazione dell’assunzione di responsabilità da parte degli indagati.

Lo scafo con gli immigrati è stato intercettato da una vedetta veloce della Fiamme gialle a breve distanza dalla costa nella zona di Orte, mentre stava raggiungendo la terra. I finanzieri, vista la vicinanza con la costa, hanno dato l’allarme tramite sala operativa per ricevere supporto sia da mare che a terra.

I dieci migranti, otto fra uomini e donne di nazionalità somala e due uomini siriani, erano in buone condizioni di salute.

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