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Cronaca Ceglie Messapica

"Non abbandoneremo questa città, continueremo a lavorare qui"

CEGLIE MESSAPICA - Ha fatto la spola per ore, con le sporte di latte al braccio per i vigili del fuoco, un sorso di salute in mezzo a quell’inferno di fiamme e fuoco, e caligine piovuta su tutto il centro abitato di Ceglie Messapica ma anche oltre i confini della città. “Faremo di tutto per rimetterci in piedi, l’inferno nel quale hanno tentato di cacciarci non ci fermerà. Amiamo questa terra ed è qui che continueremo a lavorare”, ha gli occhi pesti di lacrime ma non perde il sorriso Anna Turrisi, 37 anni, una delle eredi della Taf pneumatici, l’azienda nata 45 anni fa che porta nelle insegne le iniziali di nonno Antonio. La determinazione e la grinta sono pure quelle parte essenziale del patrimonio di famiglia, tutt’altro che fiaccato dalla rabbia contro quei nemici senza volto e senza nome che stanotte hanno fatto scempio del lavoro affastellato per anni.

CEGLIE MESSAPICA - Ha fatto la spola per ore, con le sporte di latte al braccio per i vigili del fuoco, un sorso di salute in mezzo a quell'inferno di fiamme e fuoco, e caligine piovuta su tutto il centro abitato di Ceglie Messapica ma anche oltre i confini della città. "Faremo di tutto per rimetterci in piedi, l'inferno nel quale hanno tentato di cacciarci non ci fermerà. Amiamo questa terra ed è qui che continueremo a lavorare", ha gli occhi pesti di lacrime ma non perde il sorriso Anna Turrisi, 37 anni, una delle eredi della Taf pneumatici, l'azienda nata 45 anni fa che porta nelle insegne le iniziali di nonno Antonio. La determinazione e la grinta sono pure quelle parte essenziale del patrimonio di famiglia, tutt'altro che fiaccato dalla rabbia contro quei nemici senza volto e senza nome che stanotte hanno fatto scempio del lavoro affastellato per anni.

Pazienza, denti stretti, e tanto lavoro, ridotti a cenere e fumo denso. Danni per oltre due milioni di euro, che saranno risarciti dalla copertura assicurativa solo parzialmente. Il nemico occulto armato di tanica di benzina sostanzA compatibile con l'esplosione che ha dato origine al rogo, non ha identità. Di più. Le vittime dello scempio in via degli Emigranti fino ad oggi, non sospettavano nemmeno di dover contare nemici di questa stazza. Ma il racket delle estorsioni non c'entra, né è certa la famiglia Turrisi, che ha risposto con un risoluto diniego alla prima delle domande degli inquirenti. Nessuna richiesta prezzolata, mai. Questo hanno detto ai carabinieri al comando del maresciallo Sante Convertini che in queste ore febbrili, determinanti per le indagini, stanno cercando di dipanare la complicata matassa intorno all'inferno di fiamme che si è abbattuto sulla Taf pneumatici.

E' passato quasi mezzo secolo dalla posa della prima pietra, il distributore di benzina Esso di proprietà della famiglia destinato a mutarsi in un colosso nella compravendita di pneumatici. Edificato sulla intuizione di Antonio Turrisi, il capostipite, e dai figli Angelo, Franco, Pasquale e Camillo. Tutto è partito da qui, a Ceglie Messapica, cuore pulsante dell'impresa destinata al commercio delle gomme prodotte da marchi internazionali, leader nel settore come Firestone, Bridgestone, Michelin, Pirelli, Yokohama, fino alla produzione in proprio di un prodotto che porta, anche quello, un nome di famiglia, "Hanna", come la moglie di Antonio Turrisi. I punti vendita di pneumatici per mezzi leggeri e pesanti sono proliferati nel tempo in tutta la provincia, a Mesagne, a Brindisi, dal Sud d'Italia fino alla Cina. Le attività di import-export di pneumatici fino all'altro capo del mondo, sono per la Taf una realtà operativa da almeno trent'anni, uno dei punti vendita sotto le insegne dell'azienda è dislocato in Asia.

Un'impresa in crescita esponenziale, in marcia contro i venti della crisi a dispetto delle difficoltà che non hanno risparmiato il settore. E progetti di ampliamento in agenda, a Ceglie ma anche a Brindisi, dove sono già stati acquistati capannoni per il rilancio dell'attività. Nel carnet degli impegni prossimi venturi anche un progetto relativo all'ex mattatoio comunale sul quale pende una richiesta di "permesso di costruire un edificio diretto ad ospitare un insediamento commerciale di media struttura", inoltrata al Comune nel giugno del 2008 dalla Taf pneumatici, previa demolizione dell'immobile in stato di abbandono. Vicenda oggetto di una lunga controversia giudiziaria in sede amministrativa fra l'azienda e l'ente comunale. Progetto inchiodato ai limiti imposti dal Pug a firma della vecchia amministrazione, ridotto a carta straccia per effetto delle scelte dell'attuale esecutivo.

Troppo presto per dire se il progetto, sul quale pare abbia messo gli occhi la multinazionale tedesca Lidl, possa essere riscattato dal Piano urbanistico generale prossimo ad essere licenziato dall'amministrazione in carica. Traguardi ambiziosi e radici qui, a Ceglie. "Una terra che non vogliamo abbandonare e non abbandoneremo", dice Anna che stanotte ha fatto la sua parte per riprendersi il suo, al fianco della famiglia e del marito, Gianluca Resta, oggi direttore commerciale dell'azienda. Si erano trasferiti a Parma, emigranti pure loro, hanno deciso di tornare qualche anno fa. Perché casa è qui, qui il futuro, a dispetto del fuoco incandescente e della nube nera piombata questa notte sulla Taf. Densa di sospetti e di paura.

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