Cronaca

Ancora senza finanziamento il recupero delle torri costiere di Brindisi

Continuano ad essere ritardi di natura burocratica quelli che ruotano attorno al progetto di restauro e di recupero funzionale delle due torri sulla costa brindisina, quelle di Torre Punta Penne e Torre Testa (località Giancola)

BRINDISI - Continuano ad essere ritardi di natura burocratica quelli che ruotano attorno al progetto di restauro e di recupero funzionale delle due torri sulla costa brindisina, quelle di Torre Punta Penne e Torre Testa (località Giancola). Si spera, infatti, che dalla Regione arrivino risposte positive in merito alla richiesta di finanziamento avanzata nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale per un contributo pari a 800mila euro. Solo dopo si procederà con un bando di gara per l’affidamento dei lavori, a cui ne seguirà un altro per scegliere chi si occuperà dell’opera di gestione.

Queste le ultime notizie che giungono da Palazzo di Città, dove malgrado tutto sia ancora in alto mare, l’assessore all’Urbanistica, Pasquale Luperti mostra dopo tutto il tempo trascorso un cauto ottimismo sulla possibilità che da Bari, dopo aver esaminato il progetto esecutivo, diano il via libera per poter proseguire con i lavori. Secondo quanto appreso, nel programma non è contemplata solo la riqualificazione delle due torri, oggi completamente abbandonate in balia dell’incuria e del degrado, ma anche il recupero funzionale delle stesse e dell’area circostante che dovrà riassumere tutto il decoro che merita.

“E’ bello potersi riappropriare come in questo caso dei beni della città – ha affermato l’architetto Fabio Lacinio, dirigente ai Lavori Pubblici – che si inseriscono in un importante patrimonio storico, artistico e culturale. Recuperare Torre Testa significherebbe soprattutto rivalutare tutta una zona di interesse archeologico e naturalistico, visto anche dove quest’ultima è situata, ovvero sul mare, con una netta sporgenza grazie alla quale usufruisce dell’apporto delle acque del fiume, oggi Canale Giancola. Mentre per quanto riguarda la Torre di Punta Penne essa può diventare un punto di riferimento importante nel parco (Punta Penne Punta del Serrone appunto, ndr) dove si trova, inaugurato lo scorso anno dopo essere stato sottoposto ad un radicale intervento di riqualificazione e di bonifica”.

La torre di Punta Penne, dove si sono svolti i fatti“Ma il passo più importante da compiere - prosegue Lacinio - sarà quello verso il restauro e il recupero per cui speriamo che ci diano al più presto risposta sull’istanza di finanziamento, una volta fatto questo, poi,  affidarli in gestione non sarà un problema anche perché ci sono tante associazioni e cooperative che ci hanno già fatto sapere che sarebbero disposte ad occuparsene, tra le quali figura per esempio il Wwf. E’ giusto che queste due torri tornino a ‘vivere’: ciò rappresenterebbe un’ulteriore possibilità di crescita del territorio anche in termini di sviluppo occupazionale.”

A questo, va aggiunto, che nell’anno 2010-2011 Torre Testa, quando era al governo la  giunta Mennitti, fu già sottoposta ad un intervento urgente di restauro all’epoca realizzato a spese della stessa amministrazione che aveva anche fatto richiesta di accedere ai fondi otto per mille (sospesi nel 2012 dal governo Monti per supportare la politica di spending review, ma resi nuovamente disponibili l'anno successivo) che avrebbero dovuto essere impiegati per la riqualificazione delle due torri, ma mai arrivati poichè nel 2013 la giunta Consales non rinnovò l’istanza. Una dimenticanza, questa. che tuttora rende difficile l’accesso ad un nuovo finanziamento da parte del Comune di Brindisi. Ma non è detta l'ultima parola.

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