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"Non esistono legami tra amministratore Fa.Com e i Comerci"

A proposito del sequestro della società Fa.Com Srl nell'ambito di una integrazione del sequestro di beni disposto dal Tribunale delle misure di prevenzione di Reggio Calabria, riceviamo e pubblichiamo una nota del legale della stessa società

CAROVIGNO - A proposito del sequestro della società Fa.Com Srl nell'ambito di una integrazione del sequestro di beni disposto dal Tribunale delle misure di prevenzione di Reggio Calabria a carico di Nicola e Francesco Comerci, il primo ritenuto sodale della famiglia Piromalli di Gioia Tauro, riceviamo e pubblichiamo una nota del legale della stessa società, l'avvocato Giovanni Vecchio.

"La Fa.Com srl, è stata costituita ed amministrata esclusivamente dall’avvocato F. C., soggetto assolutamente incensurato, il quale da tempo è residente fuori Calabria ed ha il suo centro di attività nella città di Bologna. Non esiste alcun tipo di rapporto - né questo è stato ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria - tra avvocato F. C. ed alcuni dei soggetti indicati negli articoli in questione", scrive l'avvocato Vecchio.

"Il sequestro delle quote sociali della Fa.com e di altri beni riconducibili a terzi, è un atto dovuto perché imposto dalla disciplina normativa in materia di misure di prevenzione, che stabilisce una presunzione di disponibilità in capo al preposto dei beni di proprietà dei prossimi congiunti. Non appena sarà possibile attivare il contraddittorio in udienza, gia fissata per il 20.9, dinanzi l’autorità giudiziaria la Fa.Com srl avrà modo di dimostrare, stante la documentazione già versata in atti, l’assoluta liceità della propria attività sociale".

Nel nostro articolo di sabato scorso 10 giugno abbiamo riferito dell'esecuzione del sequestro da parte del commissariato di Ostuni di un ex stabulatore di mitili a poche centinaia di metri dal confine dell'Area marina protetta di Torre Guaceto, per il quale la Fa.Com Srl aveva richiesto e ottenuto permesso a costruire con cambio di destinazione d'uso, da impianto industriale a hotel di lusso, dal consiglio comunale di Carovigno il 26 novembre 2015, circa un anno prima del sequestro dei patrimoni ritenuti nella disposibilità di Nicola Comerci cui poi è seguita una seconda ondata di sequestri, sempre su indagini della Divisione anticrimine della Questura di Reggio Calabria.

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