Non fu una rissa, ma solo lesioni lievi: cinque persone prosciolte in appello

Sono stati tutti prosciolti in appello, per difetto di querela, i cinque giovani francavillesi accusati di aver partecipato ad una rissa avvenuta nel 2007 a Francavilla Fontana ed in conseguenza della quale due giovani di Monteiasi avevano riportato lesioni giudicate guaribili in 8 e 7 giorni.


FRANCAVILLA FONTANA - Sono stati tutti prosciolti in appello, per difetto di querela, i cinque giovani francavillesi accusati di aver partecipato ad una rissa avvenuta nel 2007 a Francavilla Fontana ed in conseguenza della quale due giovani di Monteiasi avevano riportato lesioni giudicate guaribili in 8 e 7 giorni. In primo grado  N.G., L.A., A.G., C.A. E M.N., all'epoca dei fatti quasi tutti poco più che ventenni, erano stati condannati  alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di rissa, senza il beneficio della sospensione condizionale della pena, mentre i due imputati di Monteiasi erano stati assolti.


La Corte d'Appello di Lecce (Presidente Scardia, a latere Aliffi e Errico), invece, accogliendo integralmente le tesi del collegio difensivo (Avvocati Domenico Attanasi, Michele Fino, Angela De Cristofaro, Alfonso Tatarano, Carlo Tatarano e Daniela D'Amuri) ha ritenuto l'insussistenza della ipotesi di rissa e riqualificato il fatto in lesioni personali lievissime, emettendo così sentenza di non doversi procedere per mancanza di querela. Per le lesioni personali si procede su querela di parte, e quindi non essendo stata formulata in tal senso, non è stato più possibile pronunciarsi sulla colpevolezza o meno degli imputati.

I fatti si sarebbero verificati intorno alla mezzanotte del 18 novembre 2007 sul viale Lilla di Francavilla Fontana allorquando i carabinieri intervenuti sul posto colsero una decina di ragazzi intenti ad azzuffarsi per terra; di questo nutrito gruppo i due ragazzi di Monteiasi componevano una fazione, mentre tutti gli altri – residenti a Francavilla – secondo la prospettazione dei carabinieri avrebbero rappresentato la fazione opposta. La Corte d'Appello di Lecce ha messo dunque la parola fine ad una vicenda che aveva pesantemente segnato la vita dei cinque giovani, soprattutto in considerazione della severità della condanna subita in primo grado.

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