Cronaca Francavilla Fontana

Non ha mai rubato energia elettrica: assolto il titolare di un supermarket

Il contatore della sua attività commerciale non era mai stato manomesso. E' stato assolto con formula piena, per non aver commesso il fatto, il titolare di un supermarket di Francavilla Fontana, il 43enne Oronzo Incalza, che nel settembre del 2012 venne arrestato per furto di energia elettrica.

FRANCAVILLA FONTANA – Il contatore della sua attività commerciale non era mai stato manomesso. E’ stato assolto con formula piena, per non aver commesso il fatto, il titolare di un supermarket di Francavilla Fontana, il 43enne Oronzo Incalza, che nel settembre del 2012 venne arrestato per furto di energia elettrica. Il fatto all’epoca suscitò un certo scalpore, perché il commerciante venne subito associato alla figura del padre, Salvatore Incalza, presidente della locale associazione antiracket.

Ma quest’oggi (29 aprile) il giudice monocratico del tribunale di Brindisi, Francesco Cacucci, ha sentenziato la totale estraneità dell’imputato a ogni addebito. Gli avvocati di Incalza, Giancarlo Camassa e Michele Fino, sono riusciti a dimostrare che il loro cliente non ha rubato neanche un centesimo alla compagnia energetica.

La vicenda inizia la sera del 21 luglio del 2011, quando alcuni isolati di Francavilla rimasero senza luce a causa di un blackout. I tecnici dell’Enel appurarono che il problema era dovuto al cortocircuito del contatore del discount di Oronzo Incalza. Nelle ore successive, l'apparecchio venne sostituito.

Il 28 settembre, però, il contatore venne sottoposto a una verifica a seguito della quale fu contestato al francavillese di aver manomesso l’impianto, per pagare meno del dovuto. Il malcapitato venne arrestato e subito rimesso in libertà. Dopo qualche mese, arrivò il rinvio a giudizio.

Durante il processo, i legali di Incalza hanno dimostrato che il contatore installato dopo il cortocircuito non era affatto nuovo. Lo stesso tecnico dell’Enel che eseguì la sostituzione, chiamato a testimoniare, disse di non ricordare da dove aveva preso quel contatore, che probabilmente era stato utilizzato in qualche cantiere. Nessuna manomissione, insomma. Incalza, fra l’altro, ha certificato che in questi anni ha pagato anche qualcosina in più rispetto al dovuto.

Il pm, ad ogni modo, aveva chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione. Ma oggi l'odissea si è conclusa positivamente per il 43enne.

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