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Cronaca

"Non siamo trafficanti di droga"

BRINDISI - “Non siamo trafficanti di droga”. Lo hanno detto al gip tre dei nove brindisini destinatari di un provvedimento di custodia cautelare in carcere per aver gestito un business nel settore degli stupefacenti insieme ad esponenti vicini alla ‘ndrangheta. Hanno chiarito la propria posizione davanti al giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso che li ha ascoltati per rogatoria nel carcere di Brindisi, Cataldo Tanzarella, Giuseppe Cantoro e Francesco Paolo Ungaro.

BRINDISI - "Non siamo trafficanti di droga". Lo hanno detto al gip tre dei nove brindisini destinatari di un provvedimento di custodia cautelare in carcere per aver gestito un business nel settore degli stupefacenti insieme ad esponenti vicini alla 'ndrangheta. Hanno chiarito la propria posizione davanti al giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso che li ha ascoltati per rogatoria nel carcere di Brindisi, Cataldo Tanzarella, Giuseppe Cantoro e Francesco Paolo Ungaro.

Hanno scelto il silenzio, in attesa di approfondire tutti gli aspetti di un'ordinanza lunga quasi 700 pagine, Antonio Flore e Cosimo Lacorte. Non sarà ascoltato, perché gli arresti sono stati revocati ed è quindi tornato in libertà, Vincenzo Zurlo, affetto da gravi problemi di salute.

Mentre si discute sulla competenza delle indagini che potrebbe essere contestata dai difensori degli indagati, l'intenzione dei legali è di ricorrere al Riesame per ottenere la revoca o l'attenuazione della misura cautelare decisa. Il collegio difensivo, oltre agli avvocati Aldo e Mario Guagliani, è composto da Mario Laveneziana, Lolita Tanzarella Buonfiglio, Carmen Monopoli e Andrea D'Agostino.

Le indagini, condotte dai militari del Gico della guardia di finanza di Reggio Calabria, al comando del colonnello Claudio Petrozziello, sono state avviate dopo il rinvenimento di un ingente quantitativo di cocaina ad Africo, nella Locride. Si riferiscono a tutto il 2011 e parte del 2010. I finanzieri hanno appurato che l'organizzazione criminale importava e trasportava la droga in quantitativi ingenti dalla Colombia e da altri stati del Sud America.

Ad alcuni degli ostunesi è stata anche contestata l'ipotesi di favoreggiamento per aver fornito ospitalità e ausilio negli spostamenti a Francesco Zoccoli, che si sarebbe sottratto all'esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna. I tre brindisini che sono stati posti ai domiciliari saranno ascoltati il 24 ottobre prossimo.

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