Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Norman Atlantic: competenza dell'inchiesta sempre più verso Brindisi

In termini giuridici si chiama "conflitto", positivo o negativo a seconda che un pm si ritenga competente o non competente. In termini di fatto si tratta di un ossimoro, un conflitto di comune accordo che solleva una questione dinanzi alla procura generale della Corte di Cassazione

BRINDISI - In termini giuridici si chiama “conflitto”, positivo o negativo a seconda che un pm si ritenga competente o non competente. In termini di fatto si tratta di un ossimoro, un conflitto di comune accordo che solleva una questione dinanzi alla procura generale della Corte di Cassazione partendo dal presupposto che né la procura di Bari, né quella di Brindisi, sono così sicure che si stia procedendo per la strada giusta nell’inchiesta sul naufragio della nave Norman Atlantic, naturalmente in termini di assegnazione territoriale del fascicolo.

Potrebbe essere così, potrebbe essere il contrario, ad ogni modo l’auspicio condiviso, visto e considerato che tutto quello che si sta facendo nel frattempo in termini investigativi sarà comunque utilizzabile, è che vi sia un pronunciamento che decida la questione. Non foss’altro che per evitare il rischio che a un certo punto, magari in sede processuale, le difese sollevino la questione per poi spuntarla facendo sì che si debba riavvolgere il nastro e ricominciare quasi da zero.

E’ interesse di tutti arrivare in fretta a una determinazione certa, non si sa ancora se farlo lasciando che il conflitto sull’attribuzione del fascicolo già sollevato dalle difese faccia il proprio percorso verso la procura generale della Cassazione, ma tenendo presente che i legali che hanno già presentato istanza al pm Ettore Cardinali (che oggi si è recato a Tirana) chiedendogli la trasmissione degli atti a Brindisi, potrebbero anche non andare oltre.

Potrebbe essere il gip, cui è stato richiesto l’incidente probatorio, a decidere sulla competenza territoriale. Ma potrebbe anche toccare, sempre in armonia e di comune accordo, anche alle procure di Bari e Brindisi sollevare la questione, per fugare ogni dubbio sospeso sull’interpretazione ancora controverse. Sia Bari, sia Brindisi hanno interesse a ottenere un responso quanto prima. Anche per accelerare le primissime fasi investigative, dai conferimenti di incarico per le autopsie sui nove corpi giunti in Italia, a quelli per la perizia sulla scatola nera. Nulla è stato fatto, al momento, per difetti di notifica e perché c’è stato uno stop alle ispezioni a bordo dovuto a ragioni di sicurezza.

Ma bisogna andare avanti in fretta, e bisogna che lo faccia il pm del luogo in cui si trova il giudice competente. I reati contestati sono il naufragio colposo, l’omicidio colposo plurimo e le lesioni gravi. A Bari il fascicolo è assegnato dal procuratore della Repubblica Giuseppe Volpe ai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, a Brindisi è titolare il pm Valeria Farina Valaori. La procura generale presso la Corte di Cassazione dovrà valutare se la competenza vada attribuita sulla base del codice della navigazione e secondo quale dei criteri da esso sanciti, se cioè facendo valere il luogo di prima iscrizione al registro navale (Bari), o invece quello in cui la nave è approdata. Oppure il codice di procedura penale che stabilisce che è competente il giudice e quindi la procura del luogo in cui si è commesso parte del reato (sempre presunto).

Gli uffici della procura e del gip a BrindisiDa domani intanto si torna a pensare alla messa in sicurezza e allo spegnimento dell’incendio. Le operazioni, che dovevano prendere il via oggi, sono rallentate perché si sta cercando di effettuare con la massima cautela una precisa valutazione dei rischi. Lo ha spiegato il comandante del porto Mario Valente, che ha anche riferito che la direzione è stata affidata al comandante provinciale dei vigili del fuoco, Michele Angiuli. Il problema è il seguente: all’interno dei ponti 1, 2 e 3 c’è troppo materiale gassoso prodotto dall’incendio in un ambiente saturo. L’ingresso di ossigeno potrebbe ingenerare esplosioni. Si sta quindi attendendo per effettuare il foro nella fiancata sinistra, che immetterebbe ossigeno nella fornace ‘satura’ che è oggi il relitto, e inserirvi il cannone spara nebbia per neutralizzare i focolai che restano oltre che per inghiottire il fumo.

Domani (10 gennaio) nuova ricognizione, nuovi sopralluoghi tecnici e soprattutto aggiornamenti sulle fasi esecutive del piano di spegnimento e messa in sicurezza che precede il trasferimento ad altra banchina della Norman Atlantic che andrà, molto probabilmente, a Capobianco. Se vi sarà l’ok all’utilizzo della colmata. Eventuali soluzioni alternative dovrà valutarle di concerto con l’autorità marittima il presidente dell’autorità portuale Hercules Haralambides, custode giudiziale che a quanto si apprende in queste ore non è a Brindisi. Ma questa non è una novita. 

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