Cronaca

Norman Atlantic: forse attacchi di squali ai naufraghi. Indagati ora sette

Sale a sette il numero di persone iscritte sul registro degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta sulla tragedia del Norman Atlantic. Si tratta di una formalità legata al fatto che la Anek, noleggiatrice del traghetto naufragato lo scorso 28 dicembre al largo delle coste albanesi, abbia due rappresentanti legali. All'inizio si sapeva che un solo rappresentante legale era indagato

BRINDISI – Sale a sette il numero di persone iscritte sul registro degli indagati, nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia del Norman Atlantic. Si tratta di una formalità legata al fatto che la Anek, noleggiatrice del traghetto naufragato lo scorso 28 dicembre al largo delle coste albanesi, abbia due rappresentanti legali. All'inizio si sapeva che un solo rappresentante legale era indagato ma non se ne conosceva l'identità.

I due (Georgios Katsanevakis e Ioannis Vardinogiannis) rispondono di cooperazione colposa di naufragio, omicidio plurimo e lesioni assieme agli altri cinque indagati: il dipendente della Anek, il cosiddetto supercargo (addetto alle fasi di imbarco) Pavlos Fantakis, l'armatore Carlo Visentini, il comandante Argilio Giacomazzi e i due ufficiali di bordo Luigi Iovine e Francesco Romano.

Agli indagati e alle parti offese è stato notificato l’avviso di conferimento dell’incarico, che verrà affidato il prossimo 20 gennaio,  per gli accertamenti tecnici irripetibili sulle due scatole nere recuperate a bordo del relitto della Norman Atlantic. Gli accertamenti consentiranno di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti nella notte del naufragio, attraverso soprattutto le registrazioni delle comunicazioni a bordo e con le capitanerie, le indicazioni sulla rotta e la precisa cronologia delle fasi successive all'incendio, dall'allarme all'evacuazione.

Indagati e parti offese potranno nominate propri consulenti tecnici. Lo stesso vale anche per le autopsie sui corpi delle nove vittime, previste nel pomeriggio presso l'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. L'incarico per gli accertamenti medico legali è stato affidato questa mattina a Francesco Introna e Biagio Solarino. 

Nell'ufficio del pm Ettore Cardinali, titolare dell'indagine con il collega Federico Perrone Capano, anche i difensori di indagati e parti offese, che hanno appunto nominato propri consulenti di parte. I primi corpi analizzati saranno quelli della 15enne residente in Germania Racha Charif e della donna turca 50enne Havise Savas.

Nei prossimi giorni, gli accertamenti medico legali continueranno sulle salme dei due autotrasportatori napoletani Michele Liccardo di 32 anni e Giovanni Rinaldi di 34 e dei tre greci Gerasimos Kazantzidis di 61 anni, Sasentis Nikolaus Paraschis e Kostantinos Koufopuolos di 63 e 57 anni (fissate per domani). Mercoledi' tocchera' al sacerdote georgiano Omar Kartozia di 27 anni e alla tedesca 53enne Muller Afroditi. Per motivi di credo religioso, su richiesta dell'Ambasciata della Georgia, il sacerdote non sarà sottoposto al tradizionale esame autoptico e quindi si procederà con un esame esterno del corpo e con esami diagnostici. 

Le autopsie dovranno chiarire se le vittime sono state attaccate da squali. Tale sospetto, dovuto alla presenza di ferite, in particolare su uno dei corpi, è stato messo nero su bianco nell'atto di affidamento dell'incarico. Agli accertamenti medico legali, per questo, parteciperà  anche un biologo marino, il dottor Lucio Rositano.

Stamattina, intanto, i vigili del fuoco sono tornati a bordo della Norman Atlantic.  Nella giornata di ieri erano riusciti ad accedere ai ponti 1 e 2, quelli in cui si trova il garage, per rilevare che il fuoco ha solo marginalmente interessato quelle aree da cui invece si pensava che fosse divampato l'incendio. 

Con le bombole d'ossigeno oggi i pompieri torneranno nei livelli più bassi dove i mezzi sembrerebbero sostanzialmente integri e dove ieri sono L'ammiraglio Felicio Angrisano insieme al comandante Mario Valente-2riusciti a restare soltanto per mezz'ora. Il fumo e' ancora intenso e si sta lavorando per liberare i locali dal monossido di carbonio per consentire così la ripresa delle attività di ispezione e di ricerca di eventuali corpi.

Sulla banchina di Costa Morena si trovava anche il comandante generale del corpo delle capitanerie di porto, l'ammiraglio Felicio Angrisano. "Sono stato a Brindisi otto anni - ha detto Angrisano - e vi dico che questo e' stato il soccorso più difficile che abbiamo affrontato nella nostra storia. I numeri danno contezza dell'impegno e della professionalità". (Nella foto a destra, l'ammiraglio Angrisano insieme al comandante Mario Valente)

L'indagine della magistratura - ha aggiunto - quella amministrativa che ha disposto il ministro Lupi, quella dell'organismo investigativo del ministero dei Trasporti affidata a personale anche delle capitanerie di porto, daranno poi un giorno contezza di quello che è accaduto". "Sono orgoglioso del personale che ha operato quella notte - ha concluso - una notte difficile, dove il mare e il vento complicavano ancora di più le operazioni".

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