Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Norman Atlantic: il pm cinque ore a bordo. Priorità cercare i corpi e capire cosa è successo

Si lavora sodo in quel di Costa Morena, senza badare al tempo che scorre ma solo all'arco che il sole dal mare compie per nascondersi poi al di là della banchina. E' solo con la luce del giorno che si può affrontare il fumo

BRINDISI - Si lavora sodo in quel di Costa Morena, senza badare al tempo che scorre ma solo all’arco che il sole dal mare compie per nascondersi poi al di là della banchina. E’ solo con la luce del giorno che si può affrontare il fumo che incessantemente sbuffa dai boccaporti e che continua a generarsi dai focolai che all’interno divorano quel che resta di una tragedia.

Il pm Ettore Cardinali ha indossato la tuta bianca che di solito identifica gli uomini della scientifica. Ha voluto essere il primo a mettere piede sulla nave ieri (2 gennaio) e ci è tornato oggi, nonostante il puzzo e l’aria irrespirabile a bordo. Ci è rimasto cinque ore, del resto l’indagine per puro caso è toccata a un amante del mare. Cardinali, quando toglie la toga, è un sub, oltre che uno sportivo appassionato. Era il sostituto di turno il 28 dicembre scorso quando nel Canale d’Otranto è scoppiato l’inferno sulla Norman Atlantic e ora vuole vederci chiaro. Vuol’essere lui, personalmente, a prendere visione dei luoghi. Dalla plancia fino all’ultimo fazzoletto di garage in cui ci sono ancora mezzi che bruciano.

il norman atlantic al tramonto-2Cinque ore a cercare di entrare nelle stive per il magistrato e per i vigili del fuoco del (Nia) che hanno consentito l'accesso alla plancia di comando per il recupero di documentazione cartacea ed effettuato una prima verifica visiva dei sistemi antincendio dei ponti superiori.

C’era personale della capitaneria di porto, al comando del capitano di vascello Mario Valente e poi i tre componenti della commissione d’inchiesta sul sinistro marittimo decisa dalla Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha avviato una propria indagine per risalire unicamente alle cause dell’incidente ed effettuare valutazioni sul rispetto e sull’efficacia delle misure di sicurezza disposte per la navigazione. E i carabinieri del reparto di investigazioni scientifiche che hanno in dotazione strumentazione che consente di trovare corpi anche se sono andati combusti.

Nonostante le tecnologie avanzate a disposizione, tuttavia, non è ancora stato possibile ad accedere a gran parte dei locali della nave. “Solo una parte delle stive e del luogo in cui erano posizionati i primi mezzi è stata accessibile” a quanto riferito dallo stesso pm Cardinali al termine delle operazioni.

Domani si ricomincia a lavorare a bordo, con le camere termiche che hanno rilevato temperature di circa 180 gradi in alcuni locali e i dispositivi che individuano tracce di corpi anche se combusti. I sommozzatori hanno già effettuato un primo controllo della parte sommersa, non rilevando alcuna falla: si cercherà di capire, nei prossimi giorni, se il Norman Atlantic sia o meno in condizione di essere rimorchiato a Bari, nel “luogo più vicino all’autorità giudiziaria procedente” come specificato dal sostituto procuratore.

Sono 11 le vittime accertate, nove i corpi condotti in Italia: l’ultimo ad essere rimasto senza nome è stato identificato oggi a Bari proprio mentre al porto di Brindisi venti parenti greci di persone scomparse, dopo avere effettuato un giro per gli ospedali della Puglia, chiedevano di sapere qualcosa dei loro cari. “Diteci almeno se sono nella nave” ha gridato una donna greca, nipote di un camionista di 54 anni, Vasilis Tsamis, di cui non ha notizie da sabato e che era sul Norman Atlantic.

La custodia giudiziale della nave sottoposta a sequestro intanto è passata a Hercules Haralambides, il presidente dell’autorità portuale di Brindisi che non la vuole: “E’ una responsabilità troppo gravosa – ha dichiarato oggi – che vorremmo condividere con l’autorità marittima”. In realtà a decidere è la procura che ha smontato i facili entusiasmi di Haralambides e le polemiche sterili della prima ora.

La nave per il momento resta a Brindisi. Perché prima di pensare agli interessi del porto bisogna cercare dei corpi che non si trovano, bisogna comprendere cosa è successo, bisogna che il Rina assicuri che la nave può subire un altro stress di navigazione, bisogna verificare se a Bari c’è una banchina per accoglierla e se ci sono rimorchiatori ed equipaggi che, dopo aver sfidato il mare forza 8 per una impresa di salvataggio oltre che di recupero di un relitto, sono disponibili per uno spostamento che non è indispensabile. Per lo meno non nell’immediatezza. Altrimenti si poteva decidere subito di condurla da Valona a un altro porto pugliese. 

il pm ettore cardinali-2I vigili del fuoco continuano a spegnere i focolai e anche incendi di proporzioni preoccupanti. Appena dopo il sopralluogo del pm e del pool di tecnici, quando anche i sommozzatori della polizia erano riemersi dopo aver verificato che non vi fossero falle e che il pescaggio fosse rimasto quello rilevato all’ormeggio, pur in una nave inclinata, i pompieri brindisini si sono precipitati a Costa Morena per spegnere fiamme in cabina, sul ponte sei.

Quando sorgerà il sole, si tornerà a scavare. Per dare una risposta ai parenti dei dispersi che aspettano a Brindisi. Per delineare le proporzioni di un disastro in mare che i soccorritori brindisini hanno fatto sì che non raggiungesse proporzioni gigantesche.

Undici morti, da dieci a quindici dispersi, nove sicuramente greci che i parenti cercano a Brindisi. Gente a cui bisogna dare in fretta una risposta prima di capire cosa ha fatto scoppiare il rogo in mare aperto, nel mare in burrasca. E a chi vadano attribuite le relative responsabilità. Sono sei gli indagati, ci sono anche due responsabili della compagnia Anek Lines, il cui traghetto Ierapetra andò in fiamme il 30 novembre a 25 miglia da Brindisi. Nelle prossime ore il pm Ettore Cardinali notificherà gli avvisi per l’accertamento tecnico irripetibile sulla scatola nera. E’ da lì che si parte, alla ricerca della verità sul naufragio del Norman Atlantic. 

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