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Cavalli nella riserva di Torre Guaceto, una nota del consorzio

A proposito di una notizia pubblicata da BrindisiReport ieri sullo sfregio ad una duna fossile provocato con una bomboletta spray, riceviamo una lunga nota dal presidente del Consorzio di gestione di Torre Guaceto

BRINDISI – A proposito di una notizia pubblicata da BrindisiReport ieri sullo sfregio ad una duna fossile provocato con una bomboletta spray, riceviamo una lunga nota dal presidente del Consorzio di gestione di Torre Guaceto di cui pubblichiamo le prime righe, e alleghiamo integralmente il file all’articolo a disposizione di chi voglia approfondire.

“Nella giornata di ieri è apparso sul vostro giornale un articolo nel quale viene citato il divieto della presenza di animali non autoctoni nella riserva a seguito di segnalazione del coordinamento provinciale della Federazione dei Verdi; quanto da voi riportato non corrisponde a verità”. Il presidente Enzo Epifani si riferisce ad un piccolo passaggio del nostro articolo che riporta l’intero comunicato del Consorzio di Gestione sulla vicenda della duna oltraggiata e sull’opportunità di non introdurre cani nell’area protetta.

Noi abbiamo semplicemente ricordato che a proposito di introduzione di animali nella riserva è in corso una polemica avviata dagli ambientalisti di Carovigno circa una gara ippica svoltasi a Torre Guaceto, i quali sostengono la non opportunità dello svolgimento di tali manifestazioni in un’area dove non sarebbe prevista l’introduzione di animali non autoctoni. Ecco il paragrafo dell’articolo in questione dell’articolo di BrindisiReport.

“Su questo passaggio bisogna però richiamare proprio le polemiche delle ultime ore, che vedono il Consorzio di gestione accusato dagli ambientalisti di Carovigno per aver autorizzato e condiviso lo svolgimento di una manifestazione ippica proprio nell’area della riserva, ricordando alla presidenza del Consorzio stesso proprio che è vietata la presenza nell’area di animali non autoctoni di quell’habitat. Quindi, niente cani ma anche niente cavalli, soprattutto se si tratta di una gara.“

Quindi ciò che noi abbiamo scritto corrisponde a verità: cioè, la polemica esiste, anche se il nostro giornale ha pubblicato la notizia sulla gara diramata dal consorzio e non le note di protesta dei verdi, che abbiamo solo citato per dovere di cronaca. Quindi respingiamo l’accusa di aver scritto cose non vere, perché è grave e infondata. Noi non siamo entrati infatti nel merito della questione. Tuttavia alleghiamo, come già detto in principio, a questo articolo il file inviatoci da Enzo Epifani, perché chi è interessato possa prenderne visione.

LA NOTA DEL CONSORZIO

Nella giornata di ieri è apparso sul vostro giornale un articolo nel quale viene citato il divieto della presenza di animali non autoctoni nella riserva a seguito di segnalazione del coordinamento provinciale della Federazione dei Verdi; quanto da voi riportato non corrisponde a verità.
La nota della Federazione dei Verdi cita l’art 6 comma A del D.M. del 4 febbraio 2000 istitutivo della Riserva Naturale dello Stato, ma ne omette la prima parte: “Fino all’entrata in vigore del piano di gestione, ai sensi dell'art. 17. comma 1, dell'art. 8 comma 5. dell'art. 6. comma 4. e dell'art. 11. comma 3. della legge 6 dicembre 1991. n. 394. nel territorio della riserva sono vietati : la cattura, l'uccisione, il danneggiamento, il disturbo della fauna selvatica; sono vietate altresì, salvo nei territori in cui sono consentite le attività agro-silvo-pastorali, la raccolta ed il danneggiamento delle specie vegetali spontanee, con l'esclusione, nel rispetto delle vigenti normative e degli usi e consuetudini locali, delle specie eduli, nonché l'introduzione di specie estranee, vegetali e animali, che possano alterare l'equilibrio naturale, ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell'organismo di gestione della riserva;”.
Tale articolo non è oggi valido in quanto è entrato in vigore il piano di gestione approvato con D.M. del Ministero Ambiente del 28/01/2013 n. 108. Tale strumento di pianificazione alla tav. 22 “Piani di Azione di Valorizzazione” individua le ciclovie e le ippovie che arrivano sino alla torre aragonese; la loro individuazione è stata concepita per la fruizione sostenibile dell’area protetta senza arrecare danno alla fauna e alla flora della stessa.
Nella nota della Federazione dei Verdi si cita il fatto che l’evento si è svolto nella zona A, anche questa dichiarazione è falsa, l’attività si è svolta in zona B, C e D della Riserva Naturale dello Stato.
Nella nota della Federazione dei Verdi si cita l’ordinanza balneare della Regione Puglia all’art 3 comma 1 lettera s, anche in questo caso viene omesso parte del testo “sulle aree demaniali marittime della costa pugliese è assolutamente vietato: condurre o far permanere qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola e guinzaglio, in aree non appositamente autorizzate, attrezzate e segnalate … omissis”. Oltre a quanto definito dal D.M. istitutivo della riserva che individua le ippovie; l’evento specifico ha ottenuto il nulla osta dell’ANAS e del Comune di Carovigno, autorizzazione con apposito decreto del Presidente della Giunta Regionale Pugliese e di questo ente.
Per quanto sopra si chiede di verificare le fonti dei comunicati e la veridicità delle ”notizie” in questi riportate che vi giungono in relazione a Torre Guaceto. Il piano di gestione, con allegate tavole e regolamento, l’ordinanza balneare della Regione Puglia e il D.M. del 4 febbraio 2000 istitutivo della Riserva Naturale dello Stato sono pubblicati in rete.
La Federazione dei Verdi che vi ha indotto in errore non poteva non conoscere la documentazione sopra riportata in quanto è stata essa stessa citata; inoltre il co portavoce di tale federazione, il sig. Elio Lanzillotti è stato presidente del consorzio proprio nel periodo di stesura del piano di gestione. Il Presidente Ing. Vincenzo? Epifani

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