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"Niente posto per mio figlio. Sembrava di essere in un film di guerra"

“Finché non ti trovi in una situazione che ti riguarda personalmente non puoi capire quanto è grosso l’allarme Sanità”

BRINDISI – “Finché non ti trovi in una situazione che ti riguarda personalmente non puoi capire quanto è grosso l’allarme Sanità”. Commenta così la sua esperienza al Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi dove un avvocato di San Pietro Vernotico domenica sera (18 febbraio) ha dovuto portare suo figlio di poco più di un anno.

La sua avventura e quella dei suoi familiari è iniziata intorno alle 22 quando ha messo piede nel Pronto soccorso. “Sembrava di essere in un film che racconta la guerra: c’era gente con la faccia gonfia a causa di un incidente in attesa del suo turno, gente con problemi agli arti forse anche per incidente, pazienti intubati, altri bambini con la febbre. Siamo stati subito mandati in Pediatria dove è stato sottoposto agli esami del sangue ma era necessario il ricovero. Per mio figlio e altri due bimbi non c’era un posto in nessun ospedale del circondario, né a Bari, né a Taranto né a Massafra. Fortunatamente si trattava solo di febbre alta, niente di allarmante, ma doveva essere ricoverato e non c’erano posti. Un incubo”.

Una vera e propria odissea, storie di ordinaria follia, verrebbe da dire, esperienze raccontate da questa e altre testate decine di volte. Che invece di diradarsi aumentano. “Alle 4 è stato finalmente trovato un posto a Scorrano (Le), ma c’era da fare una scelta: attendere un’ambulanza di ritorno da Galatina che successivamente doveva portare un paziente intubato a Gallipoli e quindi disponibile intorno alle 6, oppure portarlo in auto assumendoci le nostre responsabilità. Abbiamo scelto l’auto non prima di esserci assicurati che il bambino non avrebbe corso alcun pericolo viaggiando senza assistenza medica. Inoltre c’era il rischio che alle 6 il posto letto a Scorrano non sarebbe più stato disponibile. Per fortuna ho incontrato personale molto umano, disponibile, professionale, competente, che ha cercato di fare il possibile per aiutarci. Ma è spiazzante vedere gente così preparata doversi scontrare con problemi irrisolvibili”.

La carenza di posti letto è uno dei punti su cui si sono battuti e continuano a battersi i sindacati e i contestatori del piano di riordino ospedaliero che ha trasformato in Pta gli ospedali di San Pietro Vernotico, Mesagne e Fasano sopprimendo di fatto decine di posti letto. “Stando alle stime dei sindacati confederali, mancherebbero all’appello almeno 150 posti letto. “L’anno scorso ne avevamo persino di più a disposizione” si leggeva in una nota della Cgil di gennaio scorso. “Un altro episodio che mi ha turbato è che non c’era nemmeno un posto dove sistemare il bambino, che piangeva e si dimenava, in attesa del ricovero. Il medico mortificato ha dovuto dirmi che non c’era nemmeno una culletta o una barella dove farlo stendere. Niente, abbiamo atteso il momento del ricovero con il piccolo in braccio. È assurdo, continuo a non credere che la Sanità brindisina sia arrivata a questi livelli”.

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