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Cambi di appalto: nuova protesta a Cerano. Entrano solo i turnisti

I lavoratori ex Wcs riassorbiti dalla Sea non hanno ancora raggiunto un accordo con la nuova ditta, che ha chiesto la sottoscrizione di una clausola di trasferta. Tutti i colleghi dell'indotto non sono entrati in segno di solidarietà. Sul posto polizia e carabinieri

BRINDISI – Ieri (26 aprile) al petrolchimico. Oggi alla centrale Enel Federico II di Cerano. Prosegue l’ondata di proteste per i cambi di appalto presso le grandi committenze. Per l’ennesima volta, alle prime luci del giorno, gli ormai ex lavoratori della Wcs hanno iniziato a presidiare i cancelli della centrale energetica. In segno di solidarietà sono rimasti all’esterno anche tutti i lavoratori delle altre ditte dell’indotto. Sono entrati solo il capocantiere, il capocentrale e i turnisti.

Carabinieri e polizia sono intervenuti nel caso in cui la situazione dovesse degenerare. La vertenza riguardante il passaggio di cantiere fra la Wcs di Brindisi e la Sea di Trepuzzi (settore lavaggio idrodinamico) si trascina ormai da settimane. Inizialmente i lavoratori coinvolti erano 20.

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Dopo un accordo fra le parti raggiunto in prefettura, in 10 sono rimasti alle dipendenza della Wcs, mentre la Sea si è impegnata a riassorbire gli altri 10, sempre nell’appalto Enel. Ma la situazione è tutt'altro che rosea. Mentre le unità rimaste alla Wcs sono in cassa integrazione, quelle passate alla Sea non hanno ancora firmato il contratto e la ditta ieri ha avviato l’appalto con altri operai. Si sono conclusi infatti con un nulla di fatto i colloqui di lavoro fra gli ex Wcs e i responsabili della nuova azienda che si sono svolti la scorsa settimana.

“Noi eravamo pronti a firmare l’accordo – dichiara un delegato sindacale della Uilm – ma quando ci è stato chiesto di firmare una clausola di trasferta (un documento che sostanzialmente impegna i dipendenti ad accettare trasferimenti fuori provincia, ndr), si è bloccato tutto”.

Nessun passo avanti, insomma, rispetto allo scorso 18 aprile, quando ebbe luogo l’ultima protesta all’esterno della centrale. In quella circostanza la situazione tornò alla normalità nel giro di poche ore. Stavolta, però, i lavoratori sono ancor più risoluti. “Se non avremo delle risposte in mattinata – dichiara ancora un delegato sindacale – resteremo qui fuori”. 

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