Cronaca

Nuova Scu, cade l’accusa per il brindisino Trane

La pronuncia del Riesame dopo l'annullamento con rinvio della Cassazione: "Dalle intercettazioni nessun indizio dell'appartenenza alla Sacra Corona Unita". Francesco Trane, 25 anni, lascia il carcere per i domiciliari, era stato arrestato il 23 febbraio nel blitz The Beginners della Dda

BRINDISI – E’ caduta l’accusa legata al 416 bis per il brindisino Francesco Trane, 25 anni, ritenuto dalla Dda di Lecce uno dei volti della nuova Sacra Corona Unita: il Tribunale del Riesame ha annullato l’imputazione sull’appartenenza al sodalizio di stampo mafioso pronunciandosi per la seconda volta sulla posizione dell’indagato a cui ha riconosciuto i domiciliari, dopo l’arresto del 23 febbraio scorso nel blitz The Beginners.

Trane Francesco-2Il nuovo collegio in funzione di Riesame si è pronunciato l’altro ieri dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, ottenuto dai difensori Albino Quarta e Ladislao Massari, i quali sin dall’inizio, dopo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare avevano evidenziato l’assoluta mancanza di elementi tali da essere ritenuti “gravi indizi di colpevolezza” in ordine all’adesione all’associazione per delinquere di stampo mafioso contestata a 33 brindisini.

L’accusa  oltre che nei confronti di Francesco Trane, detto Checco, era stata mossa nei confronti di: Marco Antico, Luigi Campana, Fabrizio Campioto, Ivano Cannalire, Morris Cervellera, Luca Ciampi, Aldo Cigliola, Salvatore Antonio Del Monte, Davide Di Lena, Franco Dimastrodonato, Marcello Di Mola, Massimo Esperti, Francesco Franchin, Luigi Girardo, Veronica Girardo, Antonio Grassi, Monica Grassi, Alessandro Leto, Tamara Niccoli, Roberto Vito Orlando, Cosimo Papa, Alfonso Polito, Giuseppe Polito, Mario Polito,  Andrea Prutentino, Claudio Pupino, Andrea Reho, Renato Simonetti, Antonio Emanuele Tarantino, Vincenzo Trono, Giuseppe Vantaggiato e Giuseppe Vinci.

“Tutti – scrivevano i pm- hanno fatto o continuato a fare parte dell’associazione di tipo mafioso, comunemente nota con la denominazione di Sacra Corona Unita e in particolare della frangia mesagnese facente capo ad Antonio Vitale, Massimo Pasimeni, Daniele Vicientino e (fino al 9 novembre 2010) Ercole Penna”. Il sodalizio, sempre secondo i pubblici ministeri, avrebbe commesso “una serie indeterminata di reati e in particolare traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, attentati a persone o cose, controllo delle attività criminali, avendo anche ampia disponibilità di armi”.

Al vertice dell’articolazione oggi ci sarebbe Tobia Parisi, “referente di Daniele Vicientino per il territorio di Mesagne”. Parisi avrebbe agito “in monopolio per il tramite della moglie Veronica Girardo nella gestione illecita dei parcheggi e della sicurezza di discoteche di Brindisi e provincia” e avrebbe legittimato Luca Ciampi “affiliato a Vicientino, quale referente per il territorio di Brindisi”.

Gravi indizi di colpevolezza erano costituiti dai verbali resi dai pentiti e per Trane dal contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali. Il brindisino,  sotto forma di dichiarazioni spontanee al gip, si professò assolutamente estraneo ai fatti: disse che con la Sacra Corona Unita non ha mai avuto niente a che fare e che le telefonate intercettate erano tra parenti o amici d’infanzia con i quali sono cresciuti nei rioni Sant’Elia, Paradiso e Perrino. I penalisti Quarta e Massari hanno dibattuto sul punto e il ricorso è stato accolto dal Riesame.

 

 

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