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Nuovi focolai di xylella, il sindaco Fina: "La Regione non ci aveva informato"

Da settimane ormai regna l'incertezza sul fronte della xylella fastidiosa, batterio che colpisce gli ulivi, provocandone il rinsecchimento. L'insorgere di quattro nuovi focolai nel Brindisino ha colto di sorpresa i sindaci dei comuni interessati (San Donaci e San Pancrazio Salentino)

SAN DONACI – Da settimane ormai regna l’incertezza sul fronte della xylella fastidiosa, batterio che colpisce gli ulivi, provocandone il rinsecchimento. L’insorgere di quattro nuovi focolai nel Brindisino ha colto di sorpresa i sindaci dei comuni interessati (San Donaci e San Pancrazio Salentino), che hanno appreso la notizia dalla stampa nella giornata di giovedì (11 febbraio) e solo il giorno successivo hanno avuto conferme ufficiali dalla dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale, dopo un estenuante giro di telefonate.

Il primo cittadino di San Donaci, Domenico Fina, manifesta attraverso una nota stampa il suo malcontento per la carenza di comunicazioni ufficiali e si pone una serie di interrogativi. “Quando sono stati effettuati i prelievi? In base a quale norma i laboratori hanno potuto lavorare, visto che la vecchia convenzione contenuta nel Piano Silletti era ormai decaduta?”. E poi ancora: “Perché i comuni interessati sono stati tenuti all’oscuro di tutto? Visto anche che il sito regionale sull’emergenza xylella, che in tempo reale dava la possibilità di consultare i dati di monitoraggio delle specie ospiti di xylella fastidiosa dell’intero territorio regionale, è fermo da mesi? a meno che non sia stato aggiornato nelle ultime 48 ore!”.

Non solo. Oltre alla novità riguardante i nuovi focolai, c’è anche il colpo di scena giudiziario di una sentenza del Consiglio di Stato che, su ricorso Domenico Fina, il nuovo sindaco di San Donacipresentato da alcuni proprietari dei comuni salentini di Trepuzzi e Squinzano, ha stabilito che gli ulivi infetti non andavano eradicati.

L’aspetto paradossale, però, è che “gli interessati – riferisce Fina – erano all’oscuro del prelievi effettuati”. E sullo sfondo c’è l’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Lecce che lo scorso dicembre portò all’emissione di un avviso di garanzia a carico del commissario all’emergenza, Giuseppe Silletti, e di altre nove persone che avevano avuto un ruolo nel piano di contenimento del batterio finito nel mirino della magistratura, contestualmente al sequestro delle piante. “In parole povere – spiega ancora Fina - se non ci fosse stato il sequestro disposto da quest’ultimo organo, le piante di Trepuzzi e Squinzano sarebbero state eradicate. Ingiustamente, secondo tale Sentenza. Se non stessimo vivendo un dramma, la potremmo definire ‘situazione kafkiana’”.

Domenica Fina dunque sollecita un intervento del governo regionale, “perché definisca quanto prima il nuovo piano ‘ordinario’ che punta, finalmente, a sconfiggere la xylella fastidiosa con la ricerca, la sperimentazione e la prevenzione, trovando rimedi alternativi all’abbattimento”.

La battaglia, insomma, è ancora lunga e Fina si dice pronto a “fare di tutto, anche le barricate”, costituendo un fronte comune con Torchiarolo, San Pietro Vernotico, Cellino San Marco, San Donaci, San Pancrazio Salentino e altri comuni “pronti ad incontrare sia i vertici politici regionali, sia tutti gli enti, le cooperative olivicole, le associazioni, i comitati, gli esperti impegnati in questa ‘battaglia'’”.

Gli stessi “sono altresì pronti – assicura Fina - ad intraprendere ogni tipo di azione legale per impedire la distruzione dell’ulivo”. “In tale modo – conclude il sindaco - avremo adempiuto, in minima parte, al nostro compito ed avremo rafforzato ulteriormente l’unitarietà di intenti dei Comuni della fascia sud su tale delicato problema”.

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