Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Nuovi interventi di manutenzione: la torcia di Eni Versalis sfiammerà per due giorni

Da domani (22 luglio) e per le successive 48 ore, la torcia di Torre di Punta Cavallo dovrebbe sfiammare ininterrottamente, contestualmente all'esecuzione di una serie di interventi di manutenzione sulla colonna C2003B dell'impianto Steam Cracking P1cr. Sono stati i rappresentati di Eni Versalis a preannunciare l'avvio di tali lavori

BRINDISI – Da domani (22 luglio) e per le successive 48 ore, la torcia di Torre di Punta Cavallo dovrebbe sfiammare ininterrottamente, contestualmente all’esecuzione di una serie di interventi di manutenzione sulla colonna C2003B dell’impianto Steam Cracking P1cr. Sono stati i rappresentati di Eni Versalis a preannunciare l’avvio di tali lavori nel corso di un incontro con i dirigenti di Confindustria Brindisi e le segreterie territoriali, oltre ai rappresentanti delle rispettive sigle di categoria, dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

L’incontro, chiesto dalle stesse organizzazioni sindacali a seguito delle ripetute accensioni delle torce delle ultime settimane, si è svolto venerdì scorso (17 luglio). Confindustria ne ha comunicato l’esito in un comunicato diramato nella tarda mattinata di oggi (21 luglio). Nella nota stampa si legge che “sono state approfonditamente chiarite le motivazioni tecniche relative all’accensione delle torce, con dettagliata descrizione anche degli aspetti relativi all’impatto ambientale, come da sistematiche rilevazioni effettuate dagli enti preposti (l’Arpa Puglia e l’Asl, ndr)”. 

“Tali attività – fa sapere ancora Cofindustria - saranno, pertanto, eseguite assicurando il mantenimento in servizio dei dispositivi di controllo e dei sistemi di sicurezza, quali la torcia RV101C,  che rimarrà attiva per il tempo strettamente necessario ad effettuare gli interventi programmati”.

Confindustria non entra nel merito delle motivazioni addotte da Eni Versalis. Da quanto appreso da fonti sindacali, pare che non vi sia nulla di nuovo sotto il sole. L’azienda ha spiegato che le sfiammate verificatesi fra la seconda settimana di giugno e i primi di luglio erano state messe in conto, poiché riconducibili alla riattivazione progressiva dei forni del cracking, dopo 50 giorni di blocco generale dell’impianto per lavori di manutenzione straordinaria.

L’unico incidente di percorso, da quanto riferito da Eni a Confindustria e sindacati, sarebbe la maxi sfiammata che la sera del 2 luglio emise un bagliore visibile nel raggio di oltre 20 chilometri, mettendo in allarme un intera città. Quello fu, secondo Eni, un episodio accidentale dovuto a un guasto dell’impianto elettrico che si ripercosse su uno dei compressori, danneggiandolo seriamente. L’imprevisto provocò un accumulo di gas che vennero immessi nell’atmosfera, attraverso la candela di Torre di Punta Cavallo.

Sul fronte ambientale, l’azienda ha assicurato che la situazione è sempre rimasta sotto controllo. Dunque non ci sarebbero mai state emissioni nocive per la salute e per l’ambiente. Nel ribadire questo concetto, Eni (come emerge dal comunicato di Confindustria) ha chiamato in causa i monitoraggi fatti da Arpa e Asl.

A tal proposito va però rilevato che non si conoscono i dati dell’Arpa sulle emissioni, mentre l’Asl non ha alcuna strumentazione per misurare le stesse. All’opinione pubblica, insomma, non viene data la possibilità di riscontrare in maniera oggettiva le rassicurazioni fornite da Eni Versalis nell’ambito di incontri a porte chiuse con istituzioni, enti territoriali e associazioni di categoria.

E dalla segretaria provinciale di Cgil Brindisi, Michela Almiento, arriva l’auspicio che il nuovo intervento di manutenzione “serva a rendere l’impianto più sicuro, nel rispetto delle norme previste, per evitare che venga messa a rischio la salute sia dei lavoratori che dei cittadini”.

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