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Foto di repertorio

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Nuovo attentato a Carovigno: incendiata l'auto del fratello del sindaco

E’ il fratello del sindaco la vittima dell’ennesimo, inquietante, attentato incendiario verificatosi nella tarda serata di ieri per le vie di Carovigno. Erano circa le ore 21,55 quando qualcuno ha cercato di dar fuoco alla Volkswagen Touareg intestata a Giuseppe Elia Brandi, dipendente dell’ufficio Anagrafe del comune di Carovigno

CAROVIGNO – E’ il fratello del sindaco la vittima dell’ennesimo, inquietante, attentato incendiario verificatosi nella tarda serata di ieri per le vie di Carovigno. Erano circa le ore 21,55 quando qualcuno ha cercato di dar fuoco alla Volkswagen Touareg intestata a Giuseppe Elia Brandi, dipendente dell’ufficio Anagrafe del comune di Carovigno e fratello, appunto, del primo cittadino Carmine Brandi.

Lo stesso proprietario dell’auto ha spento il rogo prima ancora dell’arrivo di una squadra di vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni. I carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Diego Ruocco, recatisi sul posto per i rilievi del caso, hanno trovato una bottiglietta di plastica con residui di liquido infiammabile.

Gli investigatori non escludono un possibile collegamento con l’attività amministrativa dei sindaco. Tale ipotesi è motivata anche dal fatto che l’auto era parcheggiata in via Lamarmora, a pochi passi dal garage in cui si trovava l’auto di Carmine Brandi. E in mattinata lo stesso Brandi ha convocato un vertice di maggioranza sull’accaduto. 

Da tempo Carovigno è stretta nella morsa degli incendiari. Ormai si è perso il conto degli attentati ai danni di persone vicine all’amministrazione comunale e in particolar modo legate alla gestione dell’oasi di Torre Guaceto. L’ultimo di una lunga serie di episodi risale allo scorso 8 gennaio, quando venne rotto il finestrino della Bmw 318 dell’ex candidato sindaco del Movimento 5 stelle, Marco Lotti, già vittima in precedenza di altri episodi analoghi.

Le interferenze della malavita nei pubblici uffici hanno suscitato anche l’interesse della Dia (Direzione investigativa antimafia), che ha dedicato proprio a Carovigno una parte della corposa relazione sulle attività malavitose in provincia di Brindisi nel secondo semestre del 2014. Nel documento vengono mensionati i danneggiamenti nei confronti di esponenti delle istituzioni, gli incendi dei mezzi di una ditta municipalizzata e altri atti intimidatori, fra cui il furto del gasolio dai mezzi della società del Comune di Carovigno, l’incendio del portone del Municipio, le minacce al sindaco per mezzo di un social network e ancora le fiamme al portone d’ingresso di una ditta di un consigliere comunale di maggioranza, l’incendio di un mezzo aziendale di un altro consigliere, le fiamme all’abitazione estiva, a Torre Santa Sabina, di proprietà di un esponente politico e, sempre nello stesso giorno, un altro episodio allo stato ancora senza responsabili, ossia l’intrusione negli uffici del Comune

Lo scorso 4 dicembre gli incendiari presero di mira anche la villetta estiva  dei genitori del direttore del consorzio di gestione di Torre Guaceto, Alessandro Ciccolella. 
 

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