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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Carovigno

Nuovo attentato a S.Sabina

TORRE SANTA SABINA (CAROVIGNO) – Due furgoni distrutti, le strutture in legno della macelleria-braceria in fumo e la facciata dell'attività annerita dalle fiamme di chiara origine dolosa (sebbene non siano state ritrovate bottiglie incendiarie o taniche di benzina). E' il bilancio dell'attentato incendiario avvenuto alle prime luci dell'alba contro l'attività di ristorazione “Da Paqualino” di Pasquale Prodi, 51enne di Carovigno.

TORRE SANTA SABINA (CAROVIGNO) - Due furgoni distrutti, le strutture in legno della macelleria-braceria in fumo e la facciata dell'attività annerita dalle fiamme di chiara origine dolosa (sebbene non siano state ritrovate bottiglie incendiarie o taniche di benzina). E' il bilancio dell'attentato incendiario avvenuto alle prime luci dell'alba contro l'attività di ristorazione "Da Paqualino" di Pasquale Prodi, 51enne di Carovigno.

I piromani, intorno alle 5.30, hanno appiccato le fiamme ai due mezzi, una Renault Cangoo ed una Fiat Scudo, incendio che poi ha investito il resto della struttura danneggiando anche la vetrata. I danni, sebbene ancora in corso di quantificazione, ammonterebbero a qualche decina di migliaia di euro. I carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, che indagano a 360 gradi, stanno seguendo due piste in particolare: quella del racket delle estorsioni e quella di un probabile dispetto da parte di qualcuno con cui l'uomo potrebbe aver avuto problemi.

Non è la prima volta che l'imprenditore subisce attentati. Il 6 marzo del 2007 lo stesso locale di via della Torre venne preso di mira da ignoti che piazzarono davanti alla porta d'ingresso - divelta dall'onda d'urto - una bomba. I danni furono notevoli anche se il locale non venne distrutto (subì danni anche un'auto parcheggiata nelle vicinanze). Gli investigatori (sul posto si recarono gli agenti del commissariato di polizia di Ostuni) accertarono che l'ordigno di fabbricazione artigianale era stato prodotto utilizzando polvere da cava.

L'esplosione produsse davanti all'ingresso un cratere di circa centimetri di diametro. La pista più accreditata in quel caso era il racket delle estorsioni anche se il titolare escluse all'epoca di aver mai ricevuto richieste di "pizzo", proprio come oggi dopo il nuovo attentato. Ma Santa Sabina da qualche tempo è teatro di attentati incendiari, negli anni scorsi si verificò una catena di danneggiamenti tra la borgata costiera e Carovigno, sempre ai danni di ristoratori. Recentemente, in estate, è stata bruciata un'auto davanti alla villetta del vicesindaco.

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