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"Nuovo caso Banca 121, a rischio i soldi di decine di risparmiatori brindisini"

Nel giro di poche ore, circa 30 persone residenti nella provincia di Brindisi hanno contattato allarmate la Confconsumatori. Lo scandalo Veneto Banca, istituto di credito il cui gruppo dirigenziale è stato travolto da un’inchiesta giudiziaria, si sta ripercuotendo anche sui risparmiatori che avevano affidato i loro soldi alla Banca Apulia, entrata a far parte del Gruppo Veneto

BRINDISI – Nel giro di poche ore, circa 30 persone residenti nella provincia di Brindisi hanno contattato allarmate la Confconsumatori. Lo scandalo Veneto Banca, istituto di credito il cui gruppo dirigenziale è stato travolto da un’inchiesta giudiziaria, si sta ripercuotendo anche sui risparmiatori che avevano affidato i loro soldi alla Banca Apulia, entrata a far parte del Gruppo Veneto.

Non si ha ancora un’idea chiara della portata del fenomeno. Secondo il componente del direttivo nazionale della Confonsumatori, l’avvocato Emilio Graziuso, quello che si sta profilando “sembra essere un caso di risparmio tradito pari se non superiore per proporzioni a quello che, oltre 10 anni fa, coinvolse i risparmiatori che avevano investito il proprio denaro in titoli della allora Banca 121”.

Gli azionisti, infatti, che avevano acquistato azioni di Veneto Banca attraverso Banca Apulia, in queste ore sono in preda allo sconforto ed alla disperazione avendo appreso del rischio concreto di non riuscire a recuperare il capitale investito. La Confconsumatori, ad ogni modo, consiglia di non farsi prendere dal panico e accertare, preliminarmente, se i titoli  in loro possesso sono Veneto Banca o meno.

“La relazione depositata il 2 dicembre da Veneto Banca sul valore di liquidazione delle azioni e sulla limitazione del diritto di rimborso – si legge in una Emilio Graziuso-2nota della Confconsumatori - dimostrano che il prezzo di 7,3 euro ad azione a fronte dei 39,5 euro di inizio 2015 (dunque una svalutazione vertiginosa dell’81 per cento) è il frutto della gestione degli scorsi anni, che verosimilmente ha rappresentato dati patrimoniali non veritieri alla platea dei piccoli azionisti”. (A destra, Emilio Graziuso)

Come detto, decine di risparmiatori si stanno rivolgendo alla Confconsumatori. Si tratta di persone che hanno affidato in azioni della Veneto Banca, attraverso Banca Apulia, i risparmi di una vita. “C’è chi ha investito 70mila euro, chi 60mila euro, chi ha investito somme più contenute ma frutto di duro lavoro e sacrifici. La Confconsumatori – si legge ancora nella nota - sta, quindi, in queste ore, approntando la strategia da adottare per cercare di far restituire ai risparmiatori il maltolto, ovviamente, analizzando caso per caso”.

L’Associazione, però, si pone una serie di domande di fondo: come è stato possibile arrivare a questo punto? Cosa ha fatto finora Bankitalia? 

“Se riscontreremo gli estremi – afferma Graziuso – non risparmieremo nell’ambito delle nostre azioni giudiziarie neppure il Governo e gli organi di vigilanza quali Consob e Banca d’Italia. Inoltre, stiamo verificando se, ad esempio, l’acquisto dei titoli sia stato finanziato in concomitanza con prestiti concessi dalla banca, la quale costituirebbe una chiara violazione alle norme contenute nel codice civile”.

“Nei giorni scorsi – conclude Graziuso - il ministro dell’Economia Padoan ha promesso ‘aiuti umanitari’ per i risparmitori che hanno visto colare a picco il valore dei propri titoli e pare, da quanto si apprende dagli organi di stampa, che presto dovrebbe essere contemplata una specifica previsione per garantire il recupero parziale del capitale investito”.

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