Cronaca

I Normanni tra mito e ragione: le difficoltà nell'analisi dei documenti storici

Dell’età normanna in Puglia si è tornati a parlare giovedì nel terzo incontro di studi suddiviso in due sessioni, presso l’Hotel Palazzo Virgilio di Brindisi. L’incontro, che aveva come tema centrale Mito e Ragione, è stato promosso dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia e dal Rotary Club Brindisi Appia Antica, con la collaborazione del Liceo delle Scienze umane e Linguistico “Ettore Palumbo” di Brindisi

BRINDISI - Dell’età normanna in Puglia si è tornati a parlare giovedì nel terzo incontro di studi suddiviso in due sessioni,  presso l’Hotel Palazzo Virgilio di Brindisi. L’incontro, che aveva come tema centrale Mito e Ragione, è stato promosso dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia e dal Rotary Club Brindisi Appia Antica, con la collaborazione del Liceo delle Scienze umane e Linguistico “Ettore Palumbo” di Brindisi. All’incontro hanno preso parte alcune studentesse delle terze classi del liceo che con gli esperti della Società stanno seguendo, all’interno dell’istituto, un corso di storia medievale.

Da sinistra, Giacomo Carito e Antonio Caputo-2“Queste studentesse stanno seguendo un percorso di storia medievale in cui esperti della Storia Patria per la Puglia si stanno alternando per introdurli al punto, ad un certo percorso storico che poi alla fine porterà a certi risultati”- afferma il professor Antonio Mario Caputo della sezione brindisina della Società di Storia patria per la Puglia. “Un primo risultato lo vediamo già qui”- prosegue il professore facendo riferimento ad un lavoro portato dalle studentesse: un cartellone sul Medioevo a Brindisi illustrato al termine della sessione mattutina da tre studentesse, Eleonora Zammillo, Francesca e Maria Carmela Carriero, in rappresentanza del gruppo formato da circa una ventina di studentesse che sta seguendo il corso voluto dalla Società,  dal Rotary Club Brindisi Appia Antica, (presieduto dall’architetto Luigia Massarelli)  e dalla preside del Liceo, la professoressa Maria Oliva.

Ad aprire il convegno di studi è stato il professor Giacomo Carito, presidente della sezione brindisina della Società di Storia patria per la Puglia, che ha ricordato gli ottanta anni compiuti dal sodalizio culturale e l’intenzione, a partire dall’autunno, di ripercorrerli ricordando le figure dei soci che ne hanno fatto parte e le motivazioni originarie del sodalizio che, come spiegato dal professore,  nasce per porre un raccordo tra ricerca accademica e quella che parte dal basso, cioè stabilire un contatto non episodico, in maniera tale da “sprovincializzare” la ricerca locale ma al tempo stesso anche immergere nel particolare locale la ricerca di tipo accademico. “Questo era negli auspici di chi volle questa istituzione” afferma Carito, che ricorda inoltre i contributi che la Società ha offerto per la migliore comprensione di Brindisi: i tre volumi del Codice diplomatico brindisino e la completa  illustrazione dell’araldica di Santa Maria del Casale.

L'assessore Margherito-2L’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Brindisi, Gioacchino Margherito,  ha parlato invece dell’utilità di ragionare in termini di storia per la nostra comunità: “Credo che la storia, in questa società liquida probabilmente può costituire lo scoglio cui aggrapparsi perché ci fa scoprire l’identità, ci fa scoprire i nostri valori”- afferma Margherito che ricorda come queste tematiche siano “all’ oggetto dell’attenzione dell’amministrazione comunale”.

Caputo ha quindi introdotto il convegno ricordando come, all’inizio dell’anno Mille, nella lotta tra Impero d’Oriente e Impero d’Occidente, si inserirono i Normanni, “popolo nordico, di migratori, mercenari, navigatori, combattenti, ma popolo anche aperto al nuovo” e come essi furono accolti, in molte città pugliesi come liberatori. Il professore ha quindi ricordato che i Normanni, dopo aver sconfitto i bizantini, “non tardarono a fondersi con le popolazioni assoggettate divenendo i detentori del potere pubblico, economico e culturale della Puglia e del Salento in particolare, finendo addirittura, secondo il loro costume, con l’assimilare gli usi e i costumi stessi della nostra popolazione che, in precedenza li aveva mutuati e acquisiti dalla civiltà bizantina”.

Il professore si è soffermato quindi su alcune testimonianze del periodo normanno che arricchiscono il patrimonio culturale cittadino, come i resti monumentali pertinenti l’isola di Sant’Andrea, i resti del pavimento musivo nell’abside della Cattedrale, il portale della chiesa di San Benedetto e sempre all’interno della splendida chiesa, il chiostro e il campanile, per terminare con la chiesa di San Giovanni al Sepolcro .

Da sinistra, Pasquale Cordasco e Victor Rivera Magos-2Il direttore del Centro studi normanno-svevi di Bari, Pasquale Cordasco, ha proposto delle riflessioni su un argomento molto interessante, ossia il vero e il falso nei documenti normanni. Cordasco ha messo in evidenza come la documentazione normanna risulti distribuita in numerosi archivi e come manchi ancora un’edizione sistematica di queste fonti. “Proprio la mancanza di una silloge che riunisca in maniera sistematica le testimonianze giunte sino a noi, ostacola i confronti tra i diversi documenti e la definizione di solidi criteri interpretativi”, afferma Cordasco, che prosegue ricordando anche un altro pericolo che si annida un po’ in tutte le fonti medievali, cioè come anche il documento più autentico e genuino possa contenere elementi storicamente falsi e come un documento falso possa far riferimento a situazioni storicamente vere. L’analisi di quattro documenti (due conservati nell’archivio della Basilica di San Nicola a Bari e due conservati nell’Abbazia di Cava dei Tirreni) ha concluso la relazione portante del professore.

Luigi Russo-2Luigi Russo, ricercatore di Storia medievale presso l’Università europea di Roma, ha invece offerto le sue riflessioni sul mito della crociata nel Mezzogiorno normanno tra i secoli XI e XII, analizzando la partecipazione normanna alla crociata ed evidenziando la complessità dell’epoca medievale.

Cristian Guzzo-4Il tema della guerra e del mito è stato invece al centro della relazione del dottor Cristian Guzzo,  che ha evidenziato il modo in cui la guerra fu vista nell’immaginario del periodo normanno attraverso la letteratura cortese. Guzzo ha ricordato come la società laica normanna subì il fascino della letteratura epica e del romanzo volgare e come i cavalieri del nord amassero la storia, apprezzassero la poesia che celebrava l’esistenza eroica degli uomini d’arme nei quali si identificavano. Lo studioso ha quindi ricordato la Chanson de Roland e gli episodi della conquista normanna della Sicilia e della Calabria incorporati nella stessa.

Giuseppe Marella-4Giuseppe Marella, dottore di ricerca in Storia dei centri e delle vie della cultura dei pellegrinaggi nel Medioevo euro mediterraneo, ha esaminato, di seguito, i capitelli provenienti dall’antica Abbazia  di Sant’Andrea in insula attualmente conservati presso il museo Ribezzo di Brindisi (tre semicapitelli e due capitelli di dimensioni notevoli che, secondo Marella,  danno indicazioni di una chiesa abbaziale di notevoli dimensioni).

L’intervento di Victor Rivera Magos dell’Università della Basilicata, ha concluso la prima sessione del convegno. Il dottor Magos ha relazionato sulle due comunità canonicali di Terrasanta nel Mezzogiorno normanno e la fondazione delle chiese del Santo Sepolcro e di Santa Maria di Nazareth a Barletta, evidenziando il nesso, nel Mezzogiorno, tra il tema della crociata e della conquista normanna e l’importanza dello studio delle dinamiche locali.

Antonio Mingolla-3La sessione pomeridiana del convegno di studi, iniziata alle 16.00, ha avuto inizio con l’intervento del dottor Antonio Mingolla, del Gruppo archeologico brindisino, che ha illustrato il Fonte Grande, noto a tutti con il nome di Fontana Tancredi, analizzandone i due mascheroni di epoca medievale e confrontando stilisticamente quello di destra con uno degli animali scolpiti sul capitello del chiostro della chiesa di San Benedetto.  Mingolla ha infine ricordato l’altra antica fontana brindisina, la Fontana di Monsignore o di Giardino di mare, oggi ridotta a un rudere.

Daniele Vitale-2Dopo l’intervento di Daniele Vitale del gruppo archeologico brindisino, che ha parlato della chiesa di San Giovanni al Sepolcro soffermandosi su un particolare della stessa, una formella che rappresenta un normanno che sconfigge un saraceno, il professor Giacomo Carito,  ha sottolineato come Brindisi sia una città complessa, che si struttura proprio come una città provvisoria. “Non è una città in cui si arriva per stare”, spiega Carito, “ Brindisi è una città in cui ci si passa. È una città la cui anima è fatta dalle mille anime che l’hanno attraversata. Ossia ognuno ci ha lasciato qualcosa”. Carito ha quindi concluso ricordando come Brindisi abbia avuto popolamenti sempre diversi e come la città mantenne i rapporti con il Levante mediterraneo anche dopo la presa normanna.

Dario Stomati-3Le conclusioni della terza giornata di studi sull’età normanna in Puglia sono state curate dal dottor Dario Stomati, che ha evidenziato l’importanza di queste giornate di studio, soffermandosi poi sulle affinità tra il mito normanno e i miti bretoni. I prossimi appuntamenti della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia si terranno:  il 28 aprile 2015, alle ore 18.30, presso l’Hotel Internazionale ( una conferenza del professor Caputo, organizzata con il Rotary International Club, sul tema “Briganti e Brigantesse in terra di Brindisi”); il 30 aprile 2015 alle ore 19.00 presso la Basilica Cattedrale (in occasione del primo incontro ecumenico che si svolge a Brindisi, con il clero ortodosso, il professor Caputo, il professor Carito e il dottor Teodoro De Giorgio terranno tre conferenze sui rapporti tra la chiesa di Brindisi e la chiesa greca). Infine, l’ultimo appuntamento è previsto per il 13 maggio 2015 alle ore 17.30 con la prima sessione del convegno di studi sulla Grande Guerra, che si svolgerà presso il palazzo della Prefettura.

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