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Spegnimento di un incendio

Spegnimento di un incendio

Nuovo oscuro attentato contro impiegato

CELLINO SAN MARCO – Nuovamente nel mirino dei piromani la famiglia Carulli di Cellino San Marco, dove Vito, il capo famiglia, è dipendente dell'ufficio anagrafe del Comune: poco dopo le 3 della notte scorsa è stata data alle fiamme la sua Hyundai i10.

CELLINO SAN MARCO - Nuovamente nel mirino dei piromani la famiglia Carulli di Cellino San Marco, dove Vito, il capo famiglia, è dipendente dell'ufficio anagrafe del Comune: poco dopo le 3 della notte scorsa è stata data alle fiamme la sua Hyundai i10, nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio scorso, invece, fu incendiata la Hyundai Atos della figlia 33enne, Patrizia, anche lei dipendente del Comune.

In entrambi i casi si è trattato di dolo. La i10, così come la Atos, era parcheggiata in via Genova davanti la villetta di famiglia, una delle strade principali del paese sede di numerose attività commerciali e di ristoro. Non ci sono dubbi sull'origine dolosa del rogo, all'arrivo dei vigili del fuoco l'auto era avvolta dalle fiamme ma a incendio sedato, dal sopralluogo è emerso che i responsabili avevano infranto il vetro posteriore della vettura gettando dentro una bottiglietta piena di liquido infiammabile.

L'interno del mezzo è andato distrutto. Della vicenda si stanno occupando i carabinieri della locale stazione giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco. Al momento si indaga a 360 gradi. Al vaglio degli investigatori la vita lavorativa della famiglia Carulli ma anche la sfera privata. Non si esclude che qualche aiuto possa giungere dalle numerose telecamere piazzate davanti alle abitazioni private di via Genova, fotogrammi che saranno visionati dai carabinieri nelle prossime ore.

Non è il primo episodio criminoso che si verifica a Cellino San Marco negli ultimi tempi e non è la prima volta che dipendenti comunali diventano bersaglio di sconosciuti piromani. Qualche mese fa sono state incendiate per due volte l'auto dell'assessore ai Servizi sociali Gabriele Elia e la residenza estiva del sindaco di Cellino Francesco Cascione situata nella marina di Torre San Gennaro.

Per questi ed altri episodi delittuosi il 12 luglio scorso il prefetto di Brindisi, Nicola Prete, ha istituito proprio nel Comune di Cellino San Marco una commissione di indagine tesa a individuare "l'eventuale sussistenza di forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata o di collegamenti diretti o indiretti con la stessa tali da compromettere il buon andamento dell'azione amministrativa". L'incendio della notte scorsa rappresenta, ora, un punto in più su cui lavorare mentre incombe il rischio di scioglimento del consiglio comunale per i condizionamenti mafiosi denunciati proprio da Cascione ed Elia.

 

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