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"Nuovo palazzetto solo con fondi privati, ci sono altre opere più urgenti"

Le decisioni definitive della Lega di Serie A sulla capienza dei palazzetti non cambiano i programmi del Comune di Brindisi. L'assessore Brigante: "I soldi impegnati per il palazzetto li stiamo trasportando ad opere sociali, di rigenerazione urbana e alle strutture periferiche"

BRINDISI – “Non possiamo spendere milioni di euro per un nuovo palazzetto, o comunque per l’ampliamento del PalaPentassuglia, sottraendo somme ad altre opere pubbliche più urgenti”. L’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Brindisi, Salvatore Brigante, ribadisce che l’unica via percorribile per poter avere un palazzetto con 5mila posti a sedere, conditio sine qua non per potersi iscrivere al campionato di Serie A di basket a partire dalla stagione agonistica 2018-19, è quello, tutt’altro che agevole, dei finanziamenti privati.

Le decisioni definitive del Consiglio federale di Lega riguardo alla capienza degli impianti sportivi non cambiano di una virgola le intenzioni della giunta guidata dalla sindaca Angela Carluccio, che nel piano di opere triennali 2017-2019 ha previsto uno stanziamento pari a quattro milioni di euro al capitolo “Progetto per l’ampliamento del palasport Elio Pentassuglia, contrada Masseriola”, ma con fondi privati, dopo che il commissario prefettizio, Cesare Castelli, aveva già stralciato il finanziamento destinato in origine al PalaPentassuglia, che di spettatori ne può contenere poco più di 3500.

“So che i soldi impegnati per il palazzetto – prosegue Bigante – li stiamo destinando ad opere sociali, di rigenerazione urbana e in parte riguardanti anche riguardanti l’impiantistica sportiva. Preferisco infatti investire su strutture periferiche, fra cui il PalaMalagoli e l’impianto Buscicchio del rione Sant’Elia giusto per fare due esempi, frequentati da tanti giovani, piuttosto che investire tante risorse in un unico impianto. Anche noi ci adeguiamo a una logica nazionale e internazionale secondo cui sono le grandi aziende a investire in palazzetti e stadi, come ad esempio è vvenuto a Roma e a Torino. Oppure si potrebbe cercare di attrarre finanziamenti provenienti dalla Regione o dall’Unione europea”.

"Ma che si debba spendere milioni di euro su un palazzetto – prosegue Brigante – sottraendoli ad altre opere di cui la cittadinanza ha bisogno, non mi sembra opportuno”. Nel caso in cui si dovesse riuscire nell’impresa di coinvolgere investitori privati, Brigante preferirebbe la soluzione di realizzare, da zero, un palaeventi, piuttosto che ampliare il PalaPentassuglia. “Preferirei un palaeventi – conclude l’assessore – perché abbiamo già un progetto definitivo e acquisito. Nel piano dei servizi, inoltre, l’area di contrada Masseriola è già stata inquadrata per questo tipo di strutture”. 

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