Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Parlamentarie truccate, nuovo rinvio. Non si trova la lista dei testi d'accusa

Questo processo alla politica maneggiona e personalistica, almeno tale è il capo di accusa, non riesce proprio a decollare malgrado l'impegno del giudice monocratico. Dopo due rinvii, oggi il terzo perché non si trova la lista testi del pubblico ministero. Nel fascicolo del processo non c'è. E non c'è stato neppure, da parte del governo, il decreto attuativo della norma sulle depenalizzazioni, in cui si prevede la trasformazione in violazione amministrativa del reato di falso in atto privato

BRINDISI – Questo processo alla politica maneggiona e personalistica, almeno tale è il capo di accusa, non riesce proprio a decollare malgrado l’impegno del giudice monocratico. Dopo due rinvii, oggi il terzo perché non si trova la lista testi del pubblico ministero. Nel fascicolo del processo non c’è. E non c’è stato neppure, da parte del governo, il decreto attuativo della norma sulle depenalizzazioni, in cui si prevede la trasformazione in violazione amministrativa del reato di falso in atto privato. Quindi ancora per un pezzo non si saprà se e come le liste dei votanti alle parlamentarie del centrosinistra del 2012 nel Brindisino, che dovevano indicare gli aspiranti deputati e senatori da sostenere nelle liste del Pd e di Sel, siano state effettivamente truccate, e su mandato di chi.

Sembra questo decreto attuativo il totem del processo, che partito il 16 settembre 2014, ha visto una seconda udienza il 9 ottobre. Ora se ne riparlerà l’1 ottobre 2015, per verificare nel frattempo quale sia stata la sorte della lista testimoniale della pubblica accusa, e nel caso se la norma sulla depenalizzazione è diventata efficace. In ogni caso, per l’1 ottobre, visto che oggi il pm di udienza non ha potuto far conto sulla propria lista testi, si comincerà con l’ascolto degli imputati (per 25 il magistrato che condusse le indagini chiese il rinvio a giudizio, per altri cinque l’archiviazione, tutti scrutatori e rappresentanti di lista), e poi si passerà ai testi della difesa.

Quindi a quelli dell’accusa perché il giudice monocratico Adriana Almiento ha concesso ex articolo 507 del codice di procedura penale (“Terminata l'acquisizione delle prove, il giudice, se risulta assolutamente necessario, può disporre anche di ufficio l'assunzione di nuovi mezzi di prove”) alla pubblica accusa di produrre l’elenco dei propri testimoni sia pure in ritardo. La difesa questa mattina si era opposta, ma il giudice ha deciso diversamente.

Per stabilire cosa sia accaduto in alcuni seggi delle parlamentarie Pd-Sel nel 2012 in provincia di Brindisi sono necessari anche i testi dell’accusa, a partire dagli ufficiali di polizia giudiziaria (le indagine le svolse la Digos), e tra tutti, lo psichiatra Franco Colizzi, che in seguito a ciò si dimise poi da tutti gli incarichi ricoperti in Sel, autore dell’esposto sulle incongruenze che denotavano la manomissione delle liste dei votanti e dell’esito del voto. La Digos infatti poi rilevò che almeno un centinaio di persone interrogate a campione non si erano mai presentate ai seggi, eppure risultava avessero votato. Un caso poi politicamente insabbiato, ma non solo a Brindisi, ma anche in altre realtà pugliesi, della Campania e di altre regioni italiane.

Nella precedente udienza del 9 ottobre 2014 il giudice Adriana Almiento aveva deciso di procedere oltre dopo aver rigettato una serie di richieste preliminari dei difensori (tra questi Carmelo Molfetta, Francesca Riccio, Giancarlo Camassa, Raffaele Missere, Davide Di Giuseppe). Oggi lo stesso giudice, quando il pm onorario di udienza (non il magistrato che investigò, il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi) ha chiesto ritualmente l’ammissione della lista testi dell’accusa, ha dovuto rispondere che nel fascicolo proprio non c’era.

Conclusione: non è stata data dimostrazione della sua esistenza, e prova di appello l’1 ottobre prossimo. Ma se nel frattempo arriverà il famoso decreto attuativo sulle depenalizzazioni, tutto sarà stato inutile. Chi aveva proposto con emendamento la depenalizzazione del falso in atto privato? Vale la pena ricordarlo: 39 parlamentari del Pd, uno di Sel e uno del Nuovo Centro Destra. Per la storia.

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