Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Nuovo Teatro Verdi, il Comune apre a soci privati

Approvato il nuovo statuto della Fondazione tenuta a battesimo da Mennitti: fuori la Provincia, l'Amministrazione resta da sola e cerca partner per raccogliere 250mila euro l'anno. Il presidente dell'Ente non sarà più il sindaco ma verrà nominato tra professionisti del settore. La sede legale spostata in via Tarantini

BRINDISI – E’ rimasto solo il Comune di Brindisi nella gestione della Fondazione del Nuovo Teatro Verdi dopo l’uscita di scena della Provincia e adesso cerca nuovi soci. Partner privati in grado di finanziare stagioni di qualità che l’Amministrazione cittadina, in solitudine, non potrebbe garantire. Servono almeno 250mila euro l’anno, da aggiungere al contributo del Comune.

Il Teatro Verdi Le novità conseguenti alla “sparizione” della Provincia, a sua volta costretta a fare i conti con la ghigliottina dello Stato e la cancellazione di fondi, hanno reso necessario un intervento di modifica per aggiornare lo statuto. Rivisto, corretto e approvato dal commissario Cesare Castelli, su proposta del capo di Gabinetto del Comune, Angelo Roma, il 25 maggio scorso.

La delibera è stata adottata con i poteri del Consiglio comunale ma è stata pubblicata solo oggi, anche se l’orientamento della gestione commissariale era già chiaro dato che a margine dell’approvazione del bilancio di previsione per il 2016, era stata anticipata la volontà di un correzione dello statuto per dare slancio alla Fondazione, seguendo la realtà di Venezia. Così disse Castelli e le variazioni apportate sono state concepite in questa direzione, partendo da un dato di fatto e cioè la decisione, risalente allo scorso anno, della Provincia di fare un passo indietro dalla Fondazione tenuta a battesimo dall’ex sindaco Domenico Mennitti, non essendo più nelle condizioni di sostenerne il finanziamento con la quota annuale di 250mila euro.

Dovranno entrare in gioco partner privati come le grandi società. La previsione contenuta nello Statuto riguarda gli “enti, anche non dotati di personalità giuridica che concorrono, per almeno tre anni, a integrare il patrimonio della Fondazione secondo l’importo minimo determinato dal Consiglio di Amministrazione”.

I Soci fondatori privati si impegnano, altresì, a conferire alla Fondazione apporti finanziari annuali destinati al fondo di gestione, nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione. L’apporto di tutti i Soci fondatori privati al fondo di dotazione non potrà superare il 40 per cento del valore complessivo del fondo di dotazione conferito dal Socio fondatore privato”.

L’ammissione di ciascuno Socio fondatore privato è deliberata dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza assoluta dei presenti.

Novità anche per quel che riguarda la presidenza della Fondazione perché a capo non ci sarà più il sindaco di Brindisi, ma una persona “nominata dal Comune tra quelle di chiara fama nei settori di attività della Fondazione”. Il suo vice sarà nominato dal consiglio di amministrazione nel quale saranno presenti due componenti, nominati dal Comune di Brindisi, con competenze nei settori di attività della Fondazione), più due rappresentanti nominati dai soci privati.

Il “cda” sarà in carica per cinque anni, non sono previste indennità ma solo un rimborso per le spese sostenute per lo svolgimento delle funzioni. Tutti i componenti decadono “al momento della cessazione del sindaco”.

E’ stato disposto, infine, il trasferimento della sede legale da via Casimiro, in via Tarantini, nell’ex complesso delle Scuole Pie.

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