Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Con obbligo di dimora a Brindisi va a Lecce per tentare un furto: scoperta

Con un obbligo di dimora nel comune di residenza cioè Brindisi e un divieto di ritorno nel comune di Lecce e frazioni per un periodo di tre anni emesso l'1 dicembre 2015 con scadenza 30 novembre 2018, torna a Lecce per tentare di commettere un furto nei magazzini Coin

BRINDISI – Con un obbligo di dimora nel comune di residenza cioè Brindisi e un divieto di ritorno nel comune di Lecce e frazioni per un periodo di tre anni emesso l’1 dicembre 2015 con scadenza 30 novembre 2018, torna a Lecce per tentare di commettere un furto nei magazzini Coin. Ma viene scoperta e se ne va a casa con tre denunce: violazione degli Obblighi e delle misure di Prevenzione, false attestazioni sulla propria identità e danneggiamento. Protagonista di questa vicenda una brindisina di 39 anni.

I fatti alla mattinata di martedì 24 gennaio quando una volante del 113 è stata chiamata a intervenire nei magazzini Coin a Lecce perché una donna era stata vista mentre tentava di rubare alcuni capi di abbigliamento. Un addetto alla vigilanza aveva notato che questa si era recata in un camerino e con l’aiuto di un cacciavite aveva staccato la placca antitaccheggio da alcuni indumenti nascondendola nelle tasche di un paio di jeans che poi aveva messo al loro posto tra gli stand. Era in compagnia di altre due donne. È bastato questo per far giungere sul posto alcune pattuglie della Sezione volanti della questura di Brindisi.

I poliziotti al loro arrivo hanno trovato, grazie alla collaborazione di alcuni testimoni, un’Alfa 147 condotta da una donna che si stava allontanando frettolosamente, e altre due donne che si stavano dileguando a piedi che precedentemente erano state in compagnia della guidatrice dell’Alfa. Tutte e tre sono state fermate dopo un piccolo inseguimento e portate negli uffici della Questura. Alla guida della 147 c’era una 34enne. Tra quelle fermate a piedi ce n’era una che ha fornito generalità fasulle: il nome, un anno di nascita in meno (è nata nel ’77 e ha dichiarato ’78) e un domicilio diverso rispetto a quello che aveva fornito al momento del controllo. Elementi che hanno insospettito i poliziotti e che li hanno convinti a procedere con il fotosegnalamento. Da lì è emersa la verità sul suo conto comprese le misure di prevenzione emesse nei suoi confronti. 

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