Cronaca

Inchiesta "Cani Sciolti": concesso l'obbligo di dimora a un indagato

Revocata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Oronzo Milone. L'avvocato: "Dimostrerà la sua innocenza"

OSTUNI – Dopo tre mesi in regime di arresti domiciliari, ha ottenuto la misura dell’obbligo di dimora il 28enne Gaetano Oronzo Milone, di Ostuni, coinvolto nell’operazione Cani Sciolti. Il gip del tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, ha infatti accolto l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dall’avvocato dell’indagato, Angelo Brescia (foto in basso).

Avvocato Angelo brescia-3

Milone deve rispondere del reato di associazione per delinquere nell’ambito di un’inchiesta che ha portato all’individuazione dei presunti responsabili di due rapine perpetrate il 5 marzo 2020 fra San Michele Salentino e Carovigo e di altri reati, fra cui detenzione di armi clandestine e tentativi di estorsione. Gli arresti vennero effettuati lo scorso 16 maggio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare scaturita dalle indagini condotte dai carabinieri della compagna di San Vito dei Normanni.  Lo scorso luglio una seconda ordinanza venne notificata in carcere a tre personaggi chiave dell’inchiesta, per i colpi di arma da fuoco esplosi contro un portavalori della Cosmopol, nel corso della rapina perpetrata il 13 maggio 2019 all’esterno dell’ufficio postale di Casalini.

Sulla base di quanto appurato dagli inquirenti, Milone avrebbe effettuato dei sopralluoghi. Ma l’indagato si professa estraneo ai fatti contestati e ritiene di poter dimostrare la sua innocenza in sede di processo ordinario, avendo scartato l’opzione di un rito alternativo. 

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