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Cronaca

Oblò rotto, ed è sindrome da naufragio

BRINDISI – “Stiamo imbarcando acqua, rischiamo di affondare”. E’ di questo tenore del grido d’allarme giunto al 112 dei carabinieri intorno alle 22 di mercoledì. Panico, nella notte sulla nave traghetto Red Star One, che da Valona (Albania) faceva rotta sul porto di Brindisi. Un oblò che si rompe improvvisamente, qualche schizzo d’acqua imbarcato a bordo, un passeggero ferito e scoppia il caos da sindrome “sciagura della Concordia”.

BRINDISI - "Stiamo imbarcando acqua, rischiamo di affondare". E' di questo tenore del grido d'allarme giunto al 112 dei carabinieri intorno alle 22 di mercoledì. Panico, nella notte sulla nave traghetto Red Star One, che da Valona (Albania) faceva rotta sul porto di Brindisi. Un oblò che si rompe improvvisamente, qualche schizzo d'acqua imbarcato a bordo, un passeggero ferito e scoppia il caos da sindrome "sciagura della Concordia".

I militari contattano immediatamente la Capitaneria di Porto per fare luce sulla gravità della segnalazione partita da un famigliare di uno dei passeggeri a bordo la quale diceva che la nave traghetto stava imbarcando acqua e che correva il rischio di affondare. La Capitaneria di porto si è attivata immediatamente per accertare cosa stesse accadendo, sebbene la nave fosse da poco salpata dall'Albania ed quindi ancora distante da Brindisi.

Entrati in contatto con il comandante della nave è stato segnalato che la situazione non era affatto grave, ma a bordo c'era un ferito, un cittadino albanese a causa, dell'improvvisa rottura di un oblò forse per il maltempo. L'uomo si era ferito alla testa a causa dell'urto. L'acqua imbarcata entrava proprio dall'oblò, ma la situazione era sotto controllo. Il traghetto ha terminato il suo viaggio e intorno alle 2. E' a quell'ora che ha ormeggiato e calato l'ancora nel porto di Brindisi.

L'uomo è stato trasportato e medicato all'ospedale Perrino. Fortunatamente nulla di preoccupante. La paura è stata probabilmente alimentata anche dalla recente tragedia della Costa Concordia. Sulla nave il panico si è diffuso al punto che un passeggero ha chiamato un suo familiare che vive in Italia, dicendogli di chiamare a sua volta i carabinieri. Sul posto, al momento dello sbarco anche gli agenti della Polmare per verificare la reale situazione dei danni.

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