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Gli inquirenti impegnati nei rilievi davanti al Morvillo

Gli inquirenti impegnati nei rilievi davanti al Morvillo

"Odiavo Parato e quel maresciallo"

BRINDISI – E’ durato un’ora e mezzo l’interrogatorio di garanzia di Giovanni Vantaggiato, il bomber di Copertino responsabile della strage della scuola Morvillo Falcone, accusato anche del tentato omicidio dell’imprenditore torrese Cosimo Parato avvenuto il 24 febbraio del 2008. Oggi, per questa seconda accusa, è stato ascoltato dal gip Paola Liaci alla presenza del suo legale di fiducia Franco Orlando. Vantaggiato, noto nel suo paese natale come Vanni, ha confermato le accuse mosse contro di lui dal pubblico ministero Milto De Nozza, a sua volta presente all’interrogatorio.

BRINDISI - E' durato un'ora e mezzo l'interrogatorio di garanzia di Giovanni Vantaggiato, il bomber di Copertino responsabile della strage della scuola Morvillo Falcone, accusato anche del tentato omicidio dell'imprenditore torrese Cosimo Parato avvenuto il 24 febbraio del 2008. Oggi, per questa seconda accusa, è stato ascoltato dal gip Paola Liaci alla presenza del suo legale di fiducia Franco Orlando. Vantaggiato, noto nel suo paese natale come Vanni, ha confermato le accuse mosse contro di lui dal pubblico ministero Milto De Nozza, a sua volta presente all'interrogatorio.

È stato lui sia a fabbricare la bomba posizionata nel cestino della bicicletta di Parato che a farla esplodere al passaggio dell'imprenditore. Lo ha fatto, ha dichiarato ufficialmente questa mattina, perché si ritiene vittima di una vera e propria associazione dedita alla truffa composta da Parato, dalle figlie, dall'ex vice comandante della stazione carabinieri di Torre Santa Susanna, maresciallo Sebastiano Fiorita e da Francesco Greco. Vantaggiato non si è mostrato per niente pentito per il tentato omicidio dell'imprenditore agricolo che tra il 2006 e il 2007 firmò, in cambio del carburante fornito dal bomber di Copertino, assegni in bianco per un valore complessivo di 342mila euro.

L'ex comandante della stazione dei carabinieri di Torre, secondo Vantaggiato, sarebbe coinvolto nella vicenda perché sarebbe stato lui a far conoscere i due imprenditori (Parato e Vantaggiato) tirandosi poi indietro quando Vantaggiato gli chiese aiuto per recuperare il denaro perso. Va sottolineato, tuttavia, che Fiorita non compare affatto nel processo per quella truffa conclusosi il 19 aprile scorso, esattamente un mese prima dell'attentato alla Morvillo falcone avvenuto il 19 maggio, né come imputato né come testimone.

Vantaggiato si è mostrato, invece, ancora una volta pentito per la strage alla Morvillo Falcone in cui a causa sua ha perso la vita la 16enne studentessa Melissa Bassi, di Mesagne, e sono rimaste gravemente ferite altre 5 studentesse. Da quanto fa sapere l'avvocato Franco Orlando, difensore del commerciante di carburanti agricoli, l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Vantaggiato per il caso Parato non verrà impugnata. Dunque, Vantaggiato torna a chiamare in causa una rete truffaldina perfetta in cui sarebbe incappato, anche grazie alle presunte responsabilità del sottufficiale dei carabinieri che gli avrebbe presentato Cosimo Parato come persona affidabile.

Parato ha raccontato nuovamente di un tentativo fatto attraverso una denuncia alla procura della Repubblica di Brindisi per recuperare almeno una parte della somma di danaro perduta. Il bomber ha raccontato di un tentativo effettuato per avere un colloquio con il magistrato inquirente, ma senza esito. Fu invece il suo avvocato dell'epoca ad essere ricevuto, e dopo il colloquio confermò a Vantaggiato che non si poteva sperare nel recupero di alcuna somma. A quel punto, sostiene l'indagato, subentrò la decisione di vendicarsi uccidendo Vantaggiato con una bomba.

In effetti, si è appreso oggi, le denunce per la truffa furono due: una dell'autunno del 2007, che ha dato poi vita al processo conclusosi con la sentenza del 19 aprile con cui Parato viene condannato a due anni, e quella del 3 marzo 2008 (registrata in procura, ma a Lecce, il 27 marzo 2008) sporta dalla moglie del bomber, Giuseppina Marchello, legale rappresentante della Marchello Carburanti Sas, esattamente una settimana dopo l'attentato compiuto da Vantaggiato il 24 febbraio e in cui Parato rischiò di morire riportando ferite gravissime. Un evidente tentativo di depistaggio, alla luce dell'ammissione di responsabilità effettuata da Vantaggiato avvenuta il 18 giugno scorso, sempre nel corso di un interrogatorio.

Tutto ciò continua a non offrire però una spiegazione plausibile per l'attentato alla scuola Morvillo Falcone, che Vantaggiato dice di aver scelto per scatenare la propria rabbia anche dopo la sentenza del 19 aprile scorso, di condanna di Parato certamente, ma inutile per recuperare i soldi. Il commerciante di carburanti potrebbe aver mentito, come probabilmente non dice tutta la verità quando afferma di essere un autodidatta della preparazione di miscele esplosivi e ordigni. Le sue miscele sono talmente complesse da maneggiare che un piccolo quantitativo di una di esse è esploso durante i test chimici nel laboratorio centrale della Polizia scientifica a Roma, provocando un incendio ma senza causare per fortuna danni alle persone.

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