Offese a sindaco e avvocato su Facebook: ascoltati alcuni imputati

Nessuna dichiarazione diffamante, solo commenti sull'andazzo della gestione della spesa pubblica ma nessun attacco alla persona, si è trattato di una mal interpretazione voluta politicamente.

BRINDISI – Nessuna dichiarazione diffamante, solo commenti sull’andazzo della gestione della spesa pubblica ma nessun attacco alla persona, si è trattato di una mal interpretazione voluta politicamente. È quanto hanno spiegato alcuni dei sette imputati accusati di diffamazione per aver offeso la reputazione del sindaco di San Pietro Vernotico Pasquale Rizzo (ora ex) e del responsabile dell’ufficio legale Guido Massari sul social network Facebook con commenti che risalgono al 2 ed al 14 ottobre 2014. Gli imputati sono: Giuseppe Monteduro (difeso dall’avvocato Roberto Orsini), Marco Caretto (difeso dall’avvocato Vincenzo Catamo), Daniele Guglielmo, Daniele Ancora, ex consigliere comunale, Andrea Gargano (difeso dall’avvocato Francesco Cascione); Matteo Missere e Francesco Ragusa (difeso dall’avvocato Marilù Carrieri), tutti di San Pietro Vernotico. Il decreto di citazione a giudizio è stato firmato dal procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi.

Monteduro, Ancora, Gargano e Ragusa oggi (lunedì 6 febbraio) sono stati ascoltati dal giudice monocratico Cristiano Colombo. Al centro della discussione su Facebook c’era la gestione dell’ufficio legale del Comune, con affermazioni riguardanti presunti conflitti di interesse, assenteismo, parcelle, indennità, moltiplicazione dei costi per il Comune, negligenza e altro ancora. Nei confronti dell’allora sindaco Rizzo, valutazioni di incapacità nell’organizzazione della struttura e nel porre freno all’aumento di presunte spese ingiustificate, con augurio finale dell’arrivo in municipio di un kamikaze con bomba al letame.

Monteduro sostiene che nelle dichiarazioni fatte da lui su Facebook non c’era nulla di diffamante, riguardavano la sua posizione personale: aveva rotto la macchina a causa dell’asfalto dissestato e da circa un anno cercava di ottenere il risarcimento del danno non riuscendoci “vengo presso l’ufficio legale e non trovo nessuno, quindi rinuncio al risarcimento, me la riparo io la macchina”, aveva commentato con hastag “vuoiunazappa”. Oggi ha confermato queste dichiarazioni spiegandone il perché.

Ragusa e Ancora, invece, hanno spiegato di aver espresso il loro disappunto sull’atteggiamento avuto all’epoca dei fatti da parte dell’ufficio legale (ma non nella persona di Guido Massari) che prevedeva un’autoliquidazione nei procedimenti civili. I due hanno riferito al giudice che nei commenti su Facebook si chiedevano quanto conveniva fare una causa civile se poi il Comune anche se la vinceva doveva comunque liquidare le spese al suo legale. La liquidazione dovrebbe essere a carico della parte perdente. “Per quale motivo si sta procedendo contro di noi se abbiamo solo criticato l’operato dell’amministrazione? Dove sta la diffamazione?”.

Va ricordato che Rizzo non si è costituito parte civile, Massari si con richiesta di risarcimento per 70mila euro e che nemmeno il Comune di San Pietro Vernotico con sindaco Maurizio Renna quando è cominciato il processo non si è costituito parte civile e ha ritirato la querela contro i sette rinviati a giudizio. L’udienza è stata rinviata al 14 luglio prossimo dove saranno ascoltati i testi della difesa.

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