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Cronaca Ostuni

Oggi l’addio a Mino. Gli amici: “La ricerca di un lavoro l’aveva logorato”

OSTUNI – Si svolgeranno nel pomeriggio di oggi (ore 15.30), presso la Cattederale di Ostuni, i funerali di Mino Andriola: il trentottenne ostunese che nella mattinata di ieri (attorno alle 10.20) si è tolto la vita, lanciandosi dal finestrino del treno in corso, alle porte della Stazione della Città bianca. Sgombrato ogni dubbio, ormai, sulla dinamica della disgrazia: Cosimo Damiano Nardelli, laureato in economia e commercio e da anni alla ricerca di un impiego stabile, sopraffatto dallo sconforto e dalla depressione, si sarebbe gettato dal treno sul quale viaggiava, nonostante il disperato tentativo di un passeggero di trattenerlo per la cintola dei pantaloni. La tragedia, maturata all’interno del vagone numero 9 dell’Espresso Bolzano-Lecce si è consumata lungo rete ferrata che attraversa la Città bianca, nel tratto compreso tra la vecchia la “fermata” dismessa di Fontevecchia e la stazione ferroviaria di Ostuni.

OSTUNI - Si svolgeranno nel pomeriggio di oggi (ore 15.30), presso la Cattederale di Ostuni, i funerali di Mino Nardelli: il trentottenne ostunese che nella mattinata di ieri (attorno alle 10.20) si è tolto la vita, lanciandosi dal finestrino del treno in corso, alle porte della Stazione della Città bianca. Sgombrato ogni dubbio, ormai, sulla dinamica della disgrazia: Cosimo Damiano Nardelli, laureato in economia e commercio e da anni alla ricerca di un impiego stabile, sopraffatto dallo sconforto e dalla depressione, si sarebbe gettato dal treno sul quale viaggiava, nonostante il disperato tentativo di un passeggero di trattenerlo per la cintola dei pantaloni. La tragedia, maturata all'interno del vagone numero 9 dell'Espresso Bolzano-Lecce si è consumata lungo rete ferrata che attraversa la Città bianca, nel tratto compreso tra la vecchia la "fermata" dismessa di Fontevecchia e la stazione ferroviaria di Ostuni.

In tanti, da ieri, si sono stretti attorno ai familiari del giovane lavoratore precario. Proprio l'affannosa e logorante ricerca di lavoro, avrebbe inciso come un macigno sull'equilibrio mentale del trentottenne, segnandone in maniera tragica il destino. "Una tragedia che non riusciamo ad accettare. Mino - ricorda l'ingegnere Antonio Calamo, consigliere comunale e sua amico fraterno - era una persona buona, capace, preparata professionalmente. La precarietà sul piano lavorativo ha inciso. Si è adattato a fare di tutto, aspettando l'occasione propizia, che gli consentisse di mettere a frutto i suoi studi. Ma per anni ha navigato alla giornata in una Milano che non poteva offrirgli altro che miseri contratti a termine, in settori non sempre gratificanti. Proprio lui non meritava di fare questa fine".

Sequenze terribili quelle che hanno caratterizzato la tragedia. Quando i passeggeri si sono resi conto delle insane intenzioni del giovane hanno cercato di frenarlo, cercando di trattenerlo per gli indumenti. Un tentativo disperato e purtroppo non riuscito. Drammatica la testimonianza di un dipendente delle Ferrovie, fuori servizio: Ha tentato di afferrarlo per la cintola dei pantaloni con tutta la forza che aveva dentro, pur di evitare che quel passeggero mai visto prima di allora precipitasse volontariamente dal finestrino. Poi un urlo, di disperazione, quando la presa è venuta meno, vinta dalla resistenza opposta con rabbia e disperazione dal trentottenne ostunese, sopraffatto dalla depressione e deciso a farla finita per sempre.

Mino, sportosi dal finestrino, si è lasciato cadere, col treno in corsa sul secondo binario. Un balzo che non gli ha lasciato scampo: un salto nel vuoto, poi l'impatto con le rotaie. Immediato l'allarme, tempestivi quanto vani i soccorsi. Il giovane spirava durante il trasferimento in ospedale, a Brindisi.

Laureato a pieni voti presso l'Università Cattolica di Milano, subito dopo la laurea Nardelli aveva iniziato a prendere confidenza con il mondo del lavoro. E a masticare amaro. Un impiego dietro l'altro, tutti a termine, sino al licenziamento formalizzato lo scorso anno da una società di calla center. Tanti lavori, tutti a termine. Nel dicembre scorso la decisione di tornare in Puglia, a Ostuni. E come tanti suoi coetanei non aveva smesso di cercare di un lavoro stabile, continuando a inviare domande e concorsi. Rientrava da un viaggio all'estero, dove era andato a far visita ad alcuni parenti ma anche a sondare il mercato del lavoro, alla caccia di un'occupazione stabile e dignitosa, che lo appagasse degli sforzi e dei sacrifici patiti per raggiungere la laurea e formarsi professionalmente. Una ricerca logorante sino a rivelarsi mortale.

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