Old Generation, gli indagati davanti al gip: quattro non rispondono alle domande

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Cesario Monteforte, Alessandra Di Lauro, Antonio Signorile ed Enrico Colucci. Angelo Pagliara rigetta le accuse

BRINDISI – Si sono svolti oggi, lunedì 28 settembre, davanti al giudice per le indagini preliminari di Lecce gli interrogatori di garanzia di sei degli indagati nell'inchiesta “Old Generation”. Angelo Pagliara (assistito dall'avvocato Angelo Attilio De Giuseppe), accusato di aver taglieggiato alcuni imprenditori agricoli, ha risposto alle domande del gip, mentre Cesario Monteforte, Alessandra Di Lauro (accusati di gestire i parcheggi del Perrino) e Antonio Signorile (referente diretto di Monteforte) si sono avvalsi della facoltà di non rispondere (tutti e tre sono difesi dall'avvocato Giovanni Brigante). Anche Enrico Colucci (difeso dall'avvocato Enrica Viti) ha preferito rimanere in silenzio. Colucci deve rispondere di un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore agricolo, tentativo non andato a buon fine.

L'operazione è scattata all'alba di venerdì 25 settembre. E' stata condotta dalla Squadra mobile della questura di Brindisi, in seguito a un'ordinanza firmata dal gip del tribunale di Lecce, Edoardo D’Ambrosio, su richiesta della pm Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Giovanna Cannalire. Otto indagati sono attualmente ristretti in carcere e altri cinque sono sottoposti a obbligo di firma. In una conferenza stampa il vice-questore e dirigente della Mobile Rita Sverdigliozzi ha raccontato l'inchiesta ed elencato i reati contestati agli indagati. Polizia e Dda hanno ricostruito le attività recenti della Sacra corona unita, tuttora viva, vegeta e operante. Per questo il questore di Brindisi Ferdinando Rossi ha parlato di un cancro ancora attivo. Le indagini hanno svelato ruoli e assetti all'interno del sodalizio, forte del vincolo di omertà e del metodo intimidatorio, proprio di ogni associazione per delinquere di stampo mafioso. Estorsioni – soprattutto nel settore agricolo –, gestione dei parcheggi al Perrino, sostentamento dei carcerati: sono perlopiù queste le attività a cui si sarebbero dedicati negli ultimi anni gli indagati.

Conferenza Old generation-Rita Sverdigliozzi-2

Il 57enne brindisino Angelo Pagliara, detto “focu meu” è accusato di aver taglieggiato alcuni imprenditori agricoli, chiedendo un “pensiero” per i carcerati, a ridosso di Pasqua 2019. Pagliara ha risposto alle domande del giudice, contestando gli addebiti e spiegando di cosa stesse parlando durante i colloqui intercettati. Un nome “pesante” è quello di Giovanni Donatiello, (difeso da Marcello Falcone) anche lui mesagnese, di 59 anni. Donatiello era uscito dal carcere nel 2018. Doveva scontare una condanna all'ergastolo, ma ha usufruito di sconti di pena. Adesso è accusato di rivestire un ruolo centrale nelle attività del clan.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Cesario Monteforte (brindisino di 54 anni), Alessandra Di Lauro (anche lei brindisina di 54 anni) e Antonio Signorile (50enne di Brindisi). Antonio Signorile sarebbe stato il referente diretto di Monteforte – a sua volta referente di Francesco Campana – con delega a organizzare le trasferte di Alessandra Di Lauro per andare a trovare in carcere il marito Monteforte. Quest'ultimo e la compagna, stando agli addebiti, gestivano il racket dei parcheggi abusivi all'esterno dell'ospedale “Perrino” di Brindisi. Per quanto riguarda Cesario Monteforte, è accusato anche di aver esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro l'abitazione di Lucia Monteforte, moglie di Campana. Anche Enrico Colucci ha optato per il silenzio.

Gli altri indagati già ristretti in carcere prima del blitz verranno sentiti per rogatoria. Tra questi, spicca il nome di Francesco Campana (difeso dall'avvocato Cosimo Lodeserto). Campana, 47enne di Mesagne e figura apicale del sodalizio, si trova nel penitenziario di Opera, al 41 bis. Anche il brindisino Teodoro Valenti (47 anni) sarà interrogato a breve per rogatoria. Nei giorni successivi si presenteranno davanti al gip anche le persone sottoposte a obbligo di firma: Giuseppe Monteforte, 34 anni, di Brindisi; Lucia Monteforte 52 anni, di Brindisi; Simone Sperti, 23 anni, di Brindisi; Marco Sperti, 33 anni, di Brindisi; Riza Mara, 31 anni, di Brindisi.

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