Cronaca

Olio extravergine d’oliva, sequestri per 90mila euro

Irregolarità amministrative riscontrate dai carabinieri del Nuclei Antifrodi tra Brindisi e Bari: sigilli a 15mila litri, multe per 6.100 euro. Controllati frantoi a Francavilla Fontana, Fasano, Carovigno, Erchie, San Michele Salentino, Ostuni, Latiano, Oria, Cisternino e Ceglie Messapica

BRINDISI – Controlli a tappeto nei frantoi del Brindisino e del Barese, posti in essere dai carabinieri in difesa dell’olio extravergine d’oliva per scongiurare il rischio di frodi nel settore alimentare, motivo per il quale sono stati sequestrati 15mila litri per un valore di 90mila euro, con sanzioni per 6.100 euro.

Il sequestro amministrativo è conseguenza diretta dell’assenza di documenti che certificano la provenienza dell’olio e la sua produzione: i militari del Nucleo antifrode hanno contestato la “discrepanza delle giacenze e la mancata rintracciabilità degli olii nella fase ascendente della filiera”. Si tratta di olii dichiarati extravergini d’oliva detenuti nei frantoi, senza la necessaria documentazione prevista dalle disposizioni di legge in materia.

Nella rete dei controlli sono finiti i frantoi a Francavilla Fontana, Fasano, Carovigno, Erchie, San Michele Salentino, Ostuni, Latiano, Oria, Cisternino e Ceglie Messapica. Nel Barese è stata sottoposta a verifica la zona della bassa Murgia barese e i carabinieri hanno ispezionato i frantoi di Binetto, Alberobello, Castellana Grotte, Turi, Noicattaro e Noci.

“L’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti più rappresentativi del sistema agroalimentare nazionale, la cui materia prima è quasi del tutto autoctona, e che mostra una grande riconoscibilità all’estero come prodotto italiano”, ricorda il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari che attraverso i Nac, Nuclei Antifrodi Carabinieri,  , ha disposto una vasta azione di monitoraggio della filiera di produzione di olio extravergine di oliva di pregio, nel territorio del Sud-Est dove insistono oliveti secolari, perfettamente integrati nel paesaggio.

I controlli hanno comportato verifiche e accertamenti sulla filiera produttiva e sulla conformità dei processi di trasformazione, la regolare tenuta della documentazione prevista dalla legge ed ancora sulla correttezza e veridicità delle informazioni riportate nell’etichetta dei prodotti. Ulteriori controlli sono consistiti nella consultazione di banche dati del comparto agroalimentare e nelle correlate verifiche sulla superficie olivetata.

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