Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Incendio traghetto diretto a Brindisi: un uomo trovato carbonizzato in un camion

Sono 48 le persone sbarcate, tra le quali una ventina di italiani. Uno dei 12 disperi era stato trovato vivo a poppa della nave in fiamme

BRINDISI - Trovato il corpo carbonizzato di un uomo in un camion parcheggiato nella stiva del traghetto Euroferry Olympia su cui nella notte tra giovedì e venerdì scorso è divampato un incendio non ancora domato completamente. Lo riferiscono i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso dei dispersi. Al momento non sono state rese note le generalità. Scendono a dieci, quindi, le persone che mancano all'appello, stando alla lista dei passeggeri. Una era stata trovata viva a poppa della nave in fiamme. Da quanto riporta Ansa si tratta di un giovane di 21 anni di nazionalità bielorussa, che ha riferito di aver sentito a bordo altre voci. "Fortunatamente sono vivo" sono state le sue prime parole, appena sceso dalla scaletta della nave. 

Nella mattinata di oggi (domenica 20 febbraio), intanto, sono sbarcati a Brindisi 48 naufraghi dell'Olympia, tra cui 19 italiani, con traghetto Florencia, sempre della Grimaldi, partito da Igoumenitsa. In precedenza, sono stati portati a Corfù, ospitati in alberghi. Ieri da Corfù sono stati trasportati poi a Igoumenitsa. Partiti da lì, sono sbarcati a Costa Morena, porto di Brindisi. Ad accoglierli, anche il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi.

La testimonianza dei naufraghi

Naufraghi Olympia 2-2

La ricostruzione del comandante della nave

Sempre secondo quanto riporta Ansa, anche il comandante della Euroferry Olympia, Vincenzo Meglio, 42 anni, di Procida, ha fornito la sua ricostruzione, dopo aver parlato con l'autorità giudiziaria. "Le fiamme si sono propagate in maniera velocissima - ha detto - se avessimo aspettato ancora cinque minuti anche la zona delle scialuppe sarebbe stata invasa dalla fiamme". "Al momento in cui ho dichiarato l'abbandono nave tutti i passeggeri e l'equipaggio erano sul ponte, il commissario di bordo mi ha ripetuto più volte, dopo averli contati, che erano tutti presenti". Sulla ragione per cui ancora diverse persone risultino disperse aggiunge: "Non escludo che per paura qualcuno ha deciso di tuffarsi in mare oppure si siano allontanati, senza avvertire nessuno dell'equipaggio, per recuperare qualche effetto personale dalla cabina e non sono più riusciti a tornare per salire sulle scialuppe". Nonostante il passare delle ore, insomma, ci sono ancora speranze di trovare qualcuno in vita, ma non è solo della corsa contro il tempo per individuare possibili superstiti che si devono occupare i vigili del fuoco e gli operatori che si trovano sul posto.

Una delle premure è evitare l'affondamento del relitto ed eventuali fuoriuscite di carburante o di materiali nocivi, almeno 800 metri cubi di combustibile e oltre 23 tonnellate di merci pericolose corrosive oltre a ciò che trasportavano i camion. Delle possibili emergenze ecologiche si sta occupando la Guardia costiera con cui è in contatto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cigolani che ha assicurato che, "al momento lo scafo non dà evidenza di fratture che possano far pensare a uno sversamento".

La testimonianza di un autista brindisino

La nave era stata sottoposta a controlli, nei giorni precedenti. La compagnia armatrice, Grimaldi Lines, esclude tassativamente che possa esserci stato un overbooking, specificando che per altro era vietato l'accesso ai garage. "Al fine di garantire che tale regola sia rispettata da tutti i passeggeri a bordo - è stato precisato in una nota - in particolare dai conducenti di camion, l'evacuazione dell'area di carico viene controllata prima della partenza e squadre composte da membri dell'equipaggio pattugliano regolarmente i ponti garage durante la navigazione".

Naufraghi Olympia-3

Olympia è stata devastata da un incendio sviluppatosi la notte di venerdì (18 febbraio) mentre la nave, partita da Igoumenitsa e diretta a Brindisi, si trovava circa nove miglia al largo delle coste settentrionali dell’isola di Corfù. L'imbarcazione trasportava complessivamente 239 passeggeri, fra cui anche donne e bambini, di nazionalità italiana, turca, bulgara e greca, e 50 membri dell'equipaggio. Gli italiani a bordo, tutti in salvo, erano 64 (21 passeggeri e 43 membri dell’equipaggio) fra cui alcuni brindisini.

Articolo aggiornato alle 18.48 (ritrovamento corpo carbonizzato)

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