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Francesco Campana all'uscita dalla Questura il giorno dell'arresto

Francesco Campana all'uscita dalla Questura il giorno dell'arresto

Omicidi Scu, anche in Appello chiesto l’ergastolo per tre brindisini

Francesco Campana e Carlo Gagliardi sono accusati di aver ucciso Toni D'Amico sulla diga per vendetta nei confronti dell'ex Uomo tigre della Sacra Corona. Carlo Cantanna è imputato per il delitto di Tommaso Marseglia. La Corte d'Assise del Tribunale di Brindisi li ha ritenuti colpevoli e condannati al carcere a vita

BRINDISI – Pentiti credibili, a partire dall’ultimo collaboratore di giustizia, Sandro Campana, che per di più è il fratello del principale imputato, già condannato al carcere a vita per un omicidio di stampo mafioso. Per il pg della Corte d’Assise d’Appello l’ergastolo è pena giusta per Francesco Campana, accusato di aver ucciso Toni D’Amico, fratello dell’ex Uomo Tigre della Scu, in concorso con Carlo Gagliardi, sulla diga di Brindisi.

Carlo GagliardiLa requisitoria per questo “fatto di sangue” porta la firma del procuratore generale Oliva, per il quale la colpevolezza del maggiore dei fratelli Capama è provata al di là di ogni ragionevole dubbio. Al pari di quella di Gagliardi, nonché di Carlo Cantanna, quest’ultimo imputato in relazione all’omicidio di Tommaso Marseglia, sempre meditato negli ambienti della Sacra Corona Unita. Tutti e tre gli imputati brindisini sono stati già condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise del Tribunale di Brindisi a conclusione del dibattimento scaturito dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce chiamata “Zero”, dopo le rivelazioni di ex affiliati del sodalizio di stampo mafioso. Quei verbali, secondo l’accusa, hanno ridotto a zero i segreti della Scu e hanno portato in carcere killer e mandanti.

Gli ultimi a essere resi noti, benché molte pagine restino coperte da omissis, sono quelli firmati da Sandro Campana, collaboratore dal mese di luglio 2015: anche in aula, in veste di teste, collegato da una località protetta, ha ricostruito l’omicidio di D’Amico, avvenuto sulla Diga di Punta Riso la sera del 9 settembre 2001. E quelle dichiarazioni sono state ritenute dai giudici di primo grado “credibili” e “autentiche”. Secondo Sandro Campana fu il fratello Francesco a sparare alle spalle di Toni D’Amico, impegnato a pescare: aveva un fucile calibro 12, raggiunse il fratello di Antonio D’Amico, noto come Uomo Tigre, in quel periodo diventato pentito, a bordo di una moto condotta da Gagliardi. Doveva essere una vendetta perché l’Uomo Tigre stava “parlando” svelando i nomi degli affiliati alla Scu. Antonio D’Amico è parte civile e ha chiesto un euro a titolo di risarcimento danni simbolico. Parte civile è anche il Comune di Mesagne, mentre Brindisi è assente.

Una vecchia foto di Carlo Cantanna Per l’omicidio di Tommaso Marseglia, unico imputato è Carlo Cantanna: per la Dda, per la Corte d’Assise di Brindisi e per il pg di Lecce fu “mandante ed esecutore materiale dell’omicidio” avvenuto il 21 luglio 2001 a San Vito dei Normanni. Il movente: doveva lavare l’onta di uno schiaffo ricevuto durante un litigio nella sua masseria, dopo un confronto su chi dovesse avere il controllo delle attività nella zona di San Vito. Marseglia venne freddato mentre rientrava a casa.

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