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Cronaca

Omicidi Scu, nuovo arresto per due indagati

BRINDISI – Ci sarebbero nuove dichiarazioni di pentiti e collaboratori di giustizia, per questo all'alba di oggi i carabinieri e i poliziotti hanno eseguito nuovamente l'ordinanza di custodia cautelare a carico di Francesco Argentieri, alias Francescone (o Mago) di Mesagne e Antonio Epicoco di Brindisi.

BRINDISI - Ci sarebbero nuove dichiarazioni di pentiti e collaboratori di giustizia, per questo all'alba di oggi i carabinieri e i poliziotti hanno eseguito nuovamente l'ordinanza di custodia cautelare che il 14 ottobre scorso portò all'arresto di 18 persone del Brindisino nell'ambito dell'Operazione Zero, a carico di Francesco Argentieri, alias Francescone (o Mago) di Mesagne e Antonio Epicoco di Brindisi, entrambi 40enni, già arrestati in quell'operazione. Il primo era detenuto per altra causa, il secondo era stato scarcerato dal tribunale del riesame (che annullò il provvedimento) un mese dopo l'arresto.

Questa mattina gli agenti della Squadra mobile della Questura e i carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, hanno congiuntamente eseguito la stessa ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce nei confronti dei due 40enni.

L'Operazione Zero era mirata contro soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, di omicidi e tentati omicidi aggravati dal metodo e dalle finalità mafiosi. Nel dettaglio, Argentieri è accusato dell'uccisione di Antonio Molfetta commesso a Mesagne tra il 29 maggio 1998, data della scomparsa, e l'8 ottobre 1998, data del ritrovamento del cadavere, eseguita poiché la vittima era ritenuta confidente delle forze di polizia.

Epicoco, invece, è accusato di essere coinvolto nell'omicidio di Nicolai Lippolis consumato a Bar (Montenegro) tra il dicembre 1999 e il settembre 2000, commesso poiché la vittima aveva avviato un'attività di spaccio di stupefacenti in proprio, contravvenendo alle regole dell'organizzazione.

Le indagini, che sono state condotte dal Ros e dal Nucleo Investigativo di Brindisi dei carabinieri, dalla Squadra mobile della Questura di Brindisi e dal commissariato di Mesagne, sono state incentrate sui principali sodalizi storici della frangia brindisina della Sacra Corona Unita, le cui fazioni operanti a Brindisi e nelle città della provincia (per ciascuna delle quali esisteva un referente dell'organizzazione) erano capeggiate da Francesco Campana e dalla famiglia Buccarella (clan Buccarella Campana con epicentro a Brindisi e Tuturano), da Antonio Vitale, Massimo Pasimeni, Ercole Penna e Daniele Vicientino (clan dei Mesagnesi con epicentro a Mesagne) e dalla famiglia Bruno (Clan Bruno con epicentro a Torre Santa Susanna).

Avviate nel 2012, le attività investigative hanno consentito di ricostruire, anche sulla base delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, i moventi, gli autori ed i mandanti di 4 omicidi e 6 tentati omicidi, commessi, tra il 1997 ed il 2010, in Provincia di Brindisi ed in Montenegro, principalmente per contrasti sorti tra le diverse fazioni della Scu operanti nella provincia brindisina.

 

 

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