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Giancarlo Salati, la vittima

Giancarlo Salati, la vittima

Omicidio a bastonate: l'appello

MESAGNE - Si tornerà a dibattere del truce omicidio di Menzarecchia il 17 marzo prossimo quando inizierà il processo dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello.

MESAGNE - Si tornerà a dibattere del truce omicidio di Menzarecchia il 17 marzo prossimo quando inizierà il processo dinanzi alla Corte d'Assise d'Appello per Vito Stano (difeso da Raffaele Missere), Francesco Gravina (da Elvia Belmonte) e per il pentito Cosimo Giovanni Guarini. Sono stati condannati a 30 anni i primi 2 e a 10 anni l'ultimo per l'assassinio a bastonate di Giancarlo Salati, delitto commissionato da Massimo Pasimeni (condannato all'ergastolo) per il tramite di Ercole Penna (condannato a 12 anni). Salati fu picchiato violentemente da due persone, nella sua abitazione, con un bastone in ferro. Era il 16 giugno di 4 anni fa. Morì il giorno dopo in ospedale.

Guarini e Stano sono ritenuti gli esecutori materiali del delitto per cui sono imputati anche un altro collaboratore di giustizia, Ercole Penna, e uno dei presunti capi della Scu mesagnese, Massimo Pasimeni (quali mandanti unitamente a Gravina) che hanno scelto invece l'ordinario in corso dinanzi alla Corte d'Assise di Brindisi. Stano avrebbe fatto da "mediatore", ma avrebbe comunque partecipato al delitto. Stando alle dichiarazioni dei pentiti Penna e Pasimeni Salati sarebbe stato punito in modo esemplare perché inviso ai capi, in particolare a Piccolo Dente per ragioni private. Gli andava impartita una dura lezione, anche a costo di procurargli la morte, oltretutto, per una presunta relazione che avrebbe intrattenuto con una minorenne.

 

 

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