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Omicidio Presta, il padre: “In quel periodo contrasti con diverse persone”

Gianfranco Presta, ex pentito, parte civile: “Oltre alla droga, dissidi per assegni a vuoto dopo truffe”. E svela che il figlio esplose un colpo di pistola contro un’auto

BRINDISI – “Sapevo che tra mio figlio Antonio e Carlo Solazzo ci furono contrasti per la gestione della droga, nel periodo in cui lavorava con la sorella e l’ex compagno Pietro Solazzo, fratello di Carlo. Ma c’erano dissapori anche con altre persone nel Napoletano e con alcuni nomadi, per assegni a vuoto dopo truffe per la vendita di auto e barche. Antonio mi disse pure che una volta sparò contro l’auto di una persona”.

Il padre ex pentito

Gianfranco Presta, il padre dell'uccisoE’ stato sentito in Tribunale, davanti ai giudici della Corte d’Assise, Gianfranco Presta, ex collaboratore di giustizia (a lato in una delle ultime foto), padre di Antonio Presta, ucciso a San Donaci il 5 settembre 2012. Per l’omicidio del figlio, la Dda di Lecce ha ottenuto il processo per Carlo Solazzo, accusato di essere stato esecutore materiale del fatto di sangue maturato, secondo l’accusa, nelle logiche di vendetta della Sacra Corona Unita. Il pm oltre all’aggravante mafiosa, ha contestato la premeditazione. Il complice non è mai stato identificato. Solazzo (nella foto in basso) ha sempre rivendicato la propria estraneità all'omicidio.

Il padre di Antonio Presta è stato interrogato su richiesta del rappresentante della pubblica accusa, dopo essersi costituito parte civile al dibattimento in corso dinanzi al collegio presieduto da Domenico Cucchiara (a latere Francesco Cacucci). Gianfranco Presta è rappresentato dall’avvocato Francesco Maria De Giorgi. Attualmente è in detenzione domiciliare per scontare una condanna definitiva per rapine commesse, assieme al figlio Antonio, nel Riminese tra il 2006 e il 2007.

I contrasti

Carlo Solazzo-2Il difensore di Carlo Solazzo, l’avvocato Pasquale Annicchiarico, ha prodotto in udienza copia della sentenza passata in giudicato. Con riferimento alla condanna, è emerso che Antonio Presta all’epoca avrebbe accusato un coimputato. La circostanza è stata riferita dal padre, quando gli è stato chiesto di ricostruire gli ultimi anni di vita del figlio, sulla base delle sue conoscenze. Conoscenze, a quanto pare, che il genitore aveva direttamente dal figlio.

Sarebbe stato lo stesso Antonio a confidargli di aver problemi nella gestione della droga: “C’erano dei contrasti tra i miei figli, Antonio e Daniela Presta, e Piero Solazzo con Carlo Solazzo”, ha detto in aula Gianfranco Presta.

“Ci furono anche dei litigi con altre persone, gente della provincia di Napoli e anche alcuni nomadi”, ha aggiunto. La motivazione, stando alla testimonianza, sarebbe riconducibili alla scoperta di assegni privi di copertura che sarebbero stati comunque emessi a fronte della vendita di auto e barche.

Il colpo di pistola

Antonio Presta, la vittimaPoco prima che fosse ucciso, il figlio Antonio Presta (nella foto al lato) gli avrebbe anche rivelato di aver esploso un colpo di pistola: “Prese di mira l’auto di un uomo”, ha detto in udienza, senza aggiungere altro.

“Dopo l’omicidio mia figlia si arrabbiò moltissimo con me perché era convinta che Antonio fosse ucciso perché io ero un collaboratore di giustizia”, ha poi detto alla Corte. Gianfranco Presta ha perso lo status di pentito con decadenza da tutti i benefici previsti dalle disposizioni di legge, quando venne arrestato con l’accusa di aver preso parte a diverse rapine in provincia di Rimini.

La prossima udienza sarà dedicata all’ascolto dai carabinieri che condussero le indagini. Nel frattempo dovrebbe essere depositata la perizia relativa alle trascrizioni delle intercettazioni.

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