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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Omicidio del piccolo Tommy, 24 anni alla Conserva. L'ex marito: "Li meritava"

MESAGNE – “È giusto fosse condannata”: Mario Alessi ha commentato così con il suo difensore, l'avvocato Laura Ferraboschi, i 24 anni di reclusione inflitti al termine del processo bis di fronte alla Corte d'Assise di Appello di Bologna alla ex moglie Antonella Conserva per il sequestro di Tommaso Onofri , il bambino di un anno e mezzo rapito a Casalbaroncolo il 2 marzo 2006 e ucciso il giorno stesso.

MESAGNE - "È giusto fosse condannata": Mario Alessi ha commentato così con il suo difensore, l'avvocato Laura Ferraboschi, i 24 anni di reclusione inflitti al termine del processo bis di fronte alla Corte d'Assise di Appello di Bologna alla ex moglie Antonella Conserva per il sequestro di Tommaso Onofri , il bambino di un anno e mezzo rapito a Casalbaroncolo il 2 marzo 2006 e ucciso il giorno stesso.

Il manovale ha pronunciato queste parole stamani a Perugia, durante una pausa del processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher , in cui sta testimoniando. Alessi ha nuovamente rivendicato con il suo avvocato anche di non essere l'autore materiale dell'omicidio di Tommaso Onofri.

Antonella Conserva, originaria di Mesagne, è stata condannata ieri dalla Corte d'Assise di Appello di Bologna a 24 anni di per il sequestro e la morte di Tommaso Onofri, il bambino di un anno e mezzo rapito a Casalbaroncolo il 2 marzo 2006 e ucciso - come si scoprì - il giorno stesso. La Conserva ha ottenuto con questa sentenza di secondo grado una riduzione di sei anni rispetto alla condanna ricevuta dalla Corte d'Assise di Parma, e alla stessa sentenza di appello confermata in prima istanza dai giudici bolognesi, ma annullata dalla Cassazione per un vizio di forma.

Ieri i giudici della Corte di Assise di Appello bolognese hanno invece riconosciuto all'ex moglie di Mario Alessi, il manovale siciliano responsabile assieme a Salvatore Raimondi del sequestro e della morte del piccolo Tommaso Onofri, le attenuanti generiche che nei precedenti gradi di giudizio non erano state concesse. Da qui lo sconto di sei anni. Antonella Conserva si è sempre dichiarata estranea ai fatti, ma come si è visto la pensa diversamente proprio colui che all'epoca dei fatti era suo marito. Per la condanna della mesagnese sono sostanzialmente soddisfatte anche le parti civili.

Antonella Conserva è stata considerata dagli inquirenti come la carceriera di Tommaso, anche se il tragico sequestro del bambino eseguito da Alessi e Raimondi si concluse pochi minuti dopo il rapimento con l'uccisione dell'ostaggio sul greto del torrente Enza, a poca distanza dall'abitazione della famiglia Onofri a Casalbaroncolo. La sera di quel 2 marzo del 2006, accertarono le indagini, Antonella Conserva si trovava in auto e stava, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dirigendosi verso l'incrocio di Sorbolo dove, sempre secondo questa ricostruzione, aveva appuntamento col marito per prelevare l'ostaggio.

Quindi, per la pubblica accusa e gli investigatori la moglie mesagnese del manovale era pienamente consapevole e coinvolta nel piano criminoso. Ma perché allora non fu trovato nulla di pronto per gestire la prigionia del bambino? Per gli inquirenti ciò si spiega col fatto che quello del piccolo Tommaso doveva essere un sequestro che si sarebbe ridotto in pochi giorni. Lo stesso elemento invece è stato interpretato in maniera esattamente opposta dalla difesa di Antonella Conserva, e cioè è una prova della sua estraneità al fatto. Per la difesa, Alessi e Raimondi hanno utilizzato Antonella Conserva come capro espiatorio.

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