Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Omicidio di Cellino: trovato un fuoristrada sospetto, si cercano due persone

BRINDISI – Un fuoristrada di fabbricazione coreana, un Ssangyong di colore nero, potrebbe essere l’auto con cui si sono allontanati dal luogo dell’omicidio di Gianluca Saponaro, 29 anni, avvenuto alle 17,40 di sabato scorso a Cellino San Marco, almeno due personaggi che ora i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale stanno cercando. La vettura invece è stata trovata e sequestrata pare proprio questa mattina, e sottoposta ad accurati rilievi di polizia scientifica dagli specialisti dei laboratori dell’Arma.

Il luogo dell'agguato

BRINDISI - Un fuoristrada di fabbricazione coreana, un Ssangyong di colore nero, potrebbe essere l'auto con cui si sono allontanati dal luogo dell'omicidio di Gianluca Saponaro, 29 anni, avvenuto alle 17,40 di sabato scorso a Cellino San Marco, almeno due personaggi che ora i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale stanno cercando. La vettura invece è stata trovata e sequestrata pare proprio questa mattina, e sottoposta ad accurati rilievi di polizia scientifica dagli specialisti dei laboratori dell'Arma.

Fanno dunque un ulteriore passo in avanti le indagini sulla morte del giovane pregiudicato, proprio il giorno successivo ai suoi funerali. Gli investigatori dei carabinieri avevano selezionato e comparato tutti gli elementi - molto frammentari - raccolti sia sul luogo del delitto che nei giorni seguenti, sino ad isolare alcuni elementi-chiave. Eccoli.

Come confermato anche dall'autopsia, il colpo mortale è stato esploso da un revolver di calibro 38 o 32 da venti-trenta centimetri di distanza. L'auto, con il cadavere al posto di guida, era rimasta con il motore acceso e il cambio in folle: segno che Gianluca Saponaro era impegnato in una conversazione casuale, e che non sarebbe durata a lungo. Lo sparatore, allontanatosi poi proprio con un fuoristrada nero, era entrato in auto e si era seduto accanto a Saponaro, oppure si era appoggiato al finestrino dal lato del passeggero (direzione del colpo, da destra a sinistra rispetto al frontale dell'Alfa Mito, e foro d'entrata sotto l'orecchio destro della vittima).

Nessun segno di un tentativo di fuga, dunque, da parte di Gianluca Saponaro. Forse è fuggito qualcun altro, inseguito da un altro proiettile che si è stampato sull'angolo di un portone. I carabinieri, nelle ore delle prime indagini, come accertamento tecnico non ripetibile avevano sottoposto a test Stub una persona che si ritiene fosse sul luogo dell'omicidio, all'uscita di Cellino San Marco, direzione San Pietro Vernotico. Si sa, inoltre, che la vittima e quelli del Ssangyong avevano avuto anche un precedente incontro.

In ogni caso, tutti i soggetti sospettati appartengono alla malavita della zona, un mondo da tempo diviso (dal crollo della vecchia Scu) ma sempre all'interno di certe regole di convivenza salvo scontri sporadici - un omicidio a Tuturano due anni fa - e alimentato dal controllo dello spaccio di cocaina e delle estorsioni. L'anomalia determinatasi negli ultimi mesi si era manifestata con una serie di attentati non solo a piccoli imprenditori e commercianti, ma anche ad elementi della criminalità. Qualcosa stava accadendo. Se Saponaro fosse o meno uno dei protagonisti di questa anomalia - come suppongono gli investigatori - lo diranno le indagini.

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