Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Fasano

Omicidio edicolante: l'assassino torna in carcere. Arresto eseguito dall'Arma

Torna in carcere il 55enne Leo Mileti, il vivaista fasanese condannato a 12 anni e un mese di reclusione per l'omicidio di Angelo De Angelis, 47 anni, l'edicolante ucciso alle prime luci dell'alba del 24 febbraio 2011, poco prima di sollevare la saracinesca della sua attività commerciale. La condanna per omicidio è divenuta definitiva lo scorso giugno

FASANO – Torna in carcere il 55enne Leo Mileti, il vivaista fasanese condannato a 12 anni e un mese di reclusione per l’omicidio di Angelo De Angelis, 47 anni, l’edicolante ucciso alle prime luci dell’alba del 24 febbraio 2011, poco prima di sollevare la saracinesca della sua attività commerciale. La condanna per omicidio è divenuta definitiva lo scorso giugno, con sentenza della corte di Cassazione.

Il procedimento, però, venne rinviato in Appello per quanto riguarda la sussistenza dell’aggravante della premeditazione. Il tribunale, pochi giorni fa, ha Leo Miletifatto suo il provvedimento della Cassazione, disponendo la scarcerazione di Mileti. Ma la Corte d’assise d’appello di Taranto ha stabilito che il rinvio solo sull’aggravante della premeditazione non ha fatto venire meno le esigenze cautelari (nella foto a destra, Leo Mileti).

In giornata, dunque, i carabinieri della locale compagnia al comando di Pierpaolo Pinnelli hanno eseguito l’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere. 
 

Mileti ammise tutto ai carabinieri, dopo che dall'attività investigativa e dagli accertamenti tecnici (c'erano due utenze telefoniche tra le quali si registrarono 800 contatti), risultò che c'era una relazione tra la consorte e la Angelo De Angelisvittima. In primo grado l'assassino reo confesso fu giudicato con rito abbreviato, potendo così contare sullo sconto di un terzo della pena.

Il gup Valerio Fracassi ridusse di un paio d'anni il conto presentato dal pm titolare dell'accusa e riconobbe ai famigliari della vittima una provvisionale, rimandando in sede civile la determinazione del risarcimento danni (nella foto a sinistra, Angelo De Angelis).

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