Omicidio Ferrarese, stralcio per Forleo

BRINDISI - L’ex questore di Brindisi, Francesco Forleo, 72 anni, versa in una condizione di“declino cognitivo grave e irreversibile” insomma in condizioni tali da non poter più stare “coscientemente” a processo. E’ quanto emerge dall’ultima perizia medica che è stata eseguita da Roberto Tatarella, docente di psichiatria dell’Università di Roma, nell’ambito del processo "bis" dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Taranto per i fatti accaduti nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 1995, la cosiddetta “notte dei fuochi”, quando da un elicottero partirono dei colpi che uccisero lo scafista Vito Ferrarese (i cui famigliari sono parte civile, assistiti dall’avvocato Giuseppe Lanzalone), il quale pilotava un natante e che cercava di scampare ai controlli della polizia.

Francesco Forleo

BRINDISI - L’ex questore di Brindisi, Francesco Forleo, 72 anni, versa in una condizione di“declino cognitivo grave e irreversibile” insomma in condizioni tali da non poter più stare “coscientemente” a processo. E’ quanto emerge dall’ultima perizia medica che è stata eseguita da Roberto Tatarella, docente di psichiatria dell’Università di Roma, nell’ambito del processo "bis" dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Taranto per i fatti accaduti nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 1995, la cosiddetta “notte dei fuochi”, quando da un elicottero partirono dei colpi che uccisero lo scafista Vito Ferrarese (i cui famigliari sono parte civile, assistiti dall’avvocato Giuseppe Lanzalone), il quale pilotava un natante e che cercava di scampare ai controlli della polizia.

Forleo è gravemente malato e quindi la sua posizione è stata stralciata oggi, dopo che il consulente ha presentato alla Corte la propria relazione.  Per l’alto funzionario il pg Antonella Montanaro aveva chiesto la condanna a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. Per Piero Antonacci, difeso da Carmelo Molfetta, invece, il conto dell’accusa si è fermato a 10 anni e 2 mesi: era il vicequestore che a quanto pare si trovava quella sera insieme a Forleo a bordo del velivolo da cui partì la pioggia di piombo.

Fu la Corte di Cassazione ad annullare le sentenze di secondo grado emesse dalla corte d’Appello di Lecce, ritenendo per le posizioni principali che andasse valutata per i due imputati per gli spari dall’elicottero (Antonacci e Forleo) in alternativa all’ipotesi colposa, l’omicidio con dolo eventuale o l’uso legittimo delle armi concessa alle forze dell’ordine. In primo grado a Brindisi il questore protempore era stato condannato a 6 anni e tre mesi, quindi a tre anni e 6 mesi nel processo di appello a Lecce annullato poi con rinvio dalla Corte di Cassazione.

Nella requisitoria dello scorso marzo sono state modificate anche le richieste di pena per il gruppo della Sezione catturandi della Squadra mobile dell’epoca, comandata dall’ispettore Pasquale Filomena, che risponde ora di corruzione ed è imputato anche per porto e detenzione abusiva di armi in merito al ritrovamento di un borsone di armi rivenuto su una spiaggia di Serranova. Per Filomena, ora in servizio a Pesaro, il pg Antonella Montanaro ha chiesto la conferma della condanna di secondo grado (9 anni e otto mesi), la stessa pena del processo di primo grado (l’ispettore si prodigò anche per depistare le indagini sulla morte di Ferrarese, facendo trovare nello scafo blu un’arma).

Il difensore Augusto Conte ha chiesto la rideterminazione della pena con la considerazione delle attenuanti generiche e della continuazione, con l’esclusione del porto abusivo delle armi da guerra. Ha presentato alla Corte diversi attestati di merito ottenuti in servizio. Poi quattro anni e sei mesi per l’ispettore Giovanni Perrucci; 6 anni per Francesco Vacca; 4 anni per Mario Greco; 4 anni e sei mesi per Emanuele Carbone, ispettore. Era il nucleo scelto di Filomena, qualcuno di loro anche in affari con alcune squadre contrabbandiere.

Infine, richiesta di conferma della pena per il gruppo dei pregiudicati implicati nelle indagini sulle attività collaterali di Filomena e degli altri: per Fabio Fornaro, detto la Belva, 9 anni; nove anni anche per Oliver Cannalire; 6 anni e otto mesi per Aldo Cigliola; 6 anni per Flavio Maggio; 3 anni e sei mesi per Aldo De Santis; 4 anni e dieci mesi per Teodoro Sciarra. Due richieste di proscioglimento per intervenuta prescrizione, riguardano le posizioni di Massimo Greco e Cosimo Patronelli.

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Va detto che in caso di condanna per omicidio colposo, il reato sarebbe prescritto.

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