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Il luogo dell'omicidio

Il luogo dell'omicidio

Uccisero vicino che faceva troppo rumore: arriva il conto, arrestati padre e figlio

Il ricorso presentato dagli avvocati è stato rigettato giovedì scorso (20 novembre) dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione. E' diventata definitiva la condanna inflitta al 54enne Michele Carbone, di Oria, e al figlio Francesco Carbone, di 24 anni, per l'omicidio del 50enne Mario Nania, ucciso al culmine di una lite per banali questioni di vicinato

ORIA – Il ricorso presentato dagli avvocati è stato rigettato giovedì scorso (20 novembre) dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione. E’  diventata definitiva la condanna inflitta al 54enne Michele Carbone, di Oria, e al figlio Francesco Carbone, di 24 anni, per l’omicidio del 50enne Mario Nania, ucciso al culmine di una lite per banali questioni di vicinato che scoppiò nel pomeriggio del 9 aprile 2010. Michele Carbone

Michele Carbone, che era già stato in carcere in custodia cautelare per circa quattro anni e mezzo, dovrà scontare la pena residua di 12 anni, 10 mesi e 23 giorni di reclusione. Francesco Carbone, che invece c'era stato per meno di due anni, dovrà scontarne 16. I due sono difesi  dall’avvocato Ladislao Massari, che ha presentato ricorso in ultimo grado di giudizio insieme all'avvocato Giovanni Aricò.

I Carbone ingaggiarono una lite con Mario Nania poiché questi disturbava la siesta pomeridiana del vicino, con i rumori di una motosega utilizzata da alcuni braccianti agricoli che aveva ingaggiato per la potatura di un uliveto (nella foto a destra, Michele Carbone).

Il delitto si consumò intorno alle ore 14,30 nelle campagne di contrada Pasqualini, al confine fra i territori di Oria e Manduria. Al giovane è stata inflitta la condanna più pesante poiché sarebbe stato lui, come emerso in sede processuale, a sferrare il colpo mortale, dopo essere intervenuto a supporto del padre, venuto per primo alle mani con la vittima.

I due, dunque, sono stati accompagnati nella casa circondariale di Brindisi in via Appia, Francesco Carbonecome disposto da un provvedimento della procura della repubblica di Brindisi eseguito dai militari della stazione di Oria al comando del maresciallo Borrello (nella foto a sinistra, Francesco Carbone)

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