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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Spari al culmine di una lite familiare: è morta la donna colpita alla testa

La 47enne Irene Margherito si è spenta nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Perrino. Il giudice ha autorizzato il prelievo degli organi, ma si sta ancora valutando la loro idoneità. Lascia due figli

BRINDISI - Irene Margherito è morta. Si è spenta nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi, la 47enne che domenica (26 maggio) è stata raggiunta da un colpo di pistola alla testa, al culmine di una lite sulla complanare della strada statale 7 che collega Brindisi a Taranto (direzione Taranto). Intorno alle ore 15 di oggi (lunedì 27 maggio) è stata accertata la morte encefalica della donna. Intorno alle ore 21, decorse le sei ore della fase di accertamento di morte, è stato dichiarato il decesso. Margherito aveva formalmente espresso in vita la volontà di donare i suoi organi. La famiglia ha confermato il consenso. Il giudice ha autorizzato il prelievo, ma si sta ancora valutando l'idoneità degli organi. Le eventuali operazioni di prelievo avverranno solo dopo le sei ore di accertamento.

Sparatoria complanare

Irene lascia una figlia, convolata a nozze di recente, e un figlio 24enne. Entrambi sono nati dalla relazione con il marito, deceduto anni fa. La 47enne lavorava come addetta alla security, in occasione di manifestazioni pubbliche. 

Fatale un colpo di pistola che sarebbe stato esploso dal 55enne Adamo Sardella, cognato della vittima (fratello del marito defunto). L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco: una pistola calibro 7.65, con matricola abrasa. L’ipotesi di reato sarà riqualificata in omicidio. 

Il vicequestore Giuseppe Massaro

La dinamica dei fatti è al vaglio dei poliziotti del commissariato di Mesagne al comando del vicequestore Giuseppe Massaro e dei colleghi della Squadra Mobile di Brindisi, coordinati dalla pm Paola Palumbo. Da quanto emerso finora, Sardella e un suo parente si trovavano a bordo di una Volkswagen Golf grigia. Irene Margherito e il suo compagno erano a bordo di una Nissan Juke. L’incontro è avvenuto fra le ore 13.30 e le 14 di domenica, davanti a un’azienda situata sulla complanare, a circa un centinaio di metri dalla Cittadella della ricerca, in agro di Mesagne. Qui sarebbero deflagrati dei dissidi familiari che si trascinavano da tempo. L’origine dei dissapori è in fase di accertamento. 

La lite è stata violenta. Sardella, stando all’ipotesi accusatoria, avrebbe aperto il fuoco, più volte. Almeno un proiettile ha infranto il vetro anteriore destro, centrando la donna, seduta sul sedile del passeggero. Nella colluttazione, il suo compagno ha riportato delle ferite, di lieve entità, alla testa. Soccorsa dal 118, la 47enne è stata trasportata presso l’ospedale Perrino di Brindisi. Poi l’immediato ricovero in Rianimazione.

Sparatoria complanare 2

Le altre persone coinvolte sono state portate in commissariato. La posizione del parente dell’arrestato è al vaglio dell’autorità giudiziaria. Il giovane, da quanto appreso, non è indagato. Il compagno della vittima è stato denunciato a piede libero per il possesso di una spada modello katana (posta sotto sequestro, insieme alla pistola, alle auto e a diversi bossoli repertati dalla Scientifica) che è stata rinvenuta dalla polizia, con annesso fodero. Per Sardella, come detto, si sono aperte le porte del carcere. Assistito dall’avvocato Vito Epifani, l’uomo, nelle prossime ore, si presenterà davanti al gip Stefania De Angelis, per l’interrogatorio di convalida.

Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dei fatti grazie alle immagini riprese dalle telecamere dell’azienda. Numerose persone, fra parenti e conoscenti, sono state ascoltate per ricostruire il contesto in cui è maturato il delitto. Si indaga, in particolare, su una sorta di vera e propria faida familiare, i cui contorni sono da chiarire. Le indagini proseguono. 

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