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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Donna uccisa sulla complanare: mercoledì l'interrogatorio del cognato

Adamo Sardella è accusato di omicidio volontario e del tentato omicidio del compagno della vittima, la 47enne Irene Margherito. I due parenti si erano dati appuntamento nei pressi della Cittadella della ricerca

BRINDISI – Con il decesso della vittima, viene riqualificata d’ufficio in omicidio volontario, da tentato omicidio, l’ipotesi di reato a carico del 55enne Adamo Sardella, presunto responsabile della morte della cognata, la 47enne Irene Margherito. 

L’uomo è accusato anche del tentato omicidio del compagno della vittima e di porto abusivo di arma da fuoco: una pistola calibro 7.65, con matricola abrasa. Il 55enne è recluso da domenica presso la casa circondariale di Brindisi. Domani mattina (mercoledì 29 maggio), assistito dall’avvocato Vito Epifani, si presenterà davanti al gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida dell’arresto. In quella sede si capirà se gli saranno contestate anche eventuali aggravanti.

I poliziotti del commissariato di Mesagne diretti dal vicequestore Giuseppe Massaro e i colleghi della Squadra Mobile di Brindisi, coordinati dalla pm Paola Palumbo, sono ancora al lavoro per far luce sul movente e su cosa sia accaduto prima della violenta lite sfociata nel sangue. 

Irene Margherito

Il dramma si è consumato nella tarda mattinata di domenica (26 maggio) sulla complanare della strada statale 7 per Taranto, fra Brindisi e Mesagne (direzione Mesagne). Da quanto emerso finora, si presume che Sardella e la cognata (moglie del fratello, deceduto più di 10 anni fa) si siano dati appuntamento davanti alla sede di un’azienda situata a un centinaio di metri dalla Cittadella della ricerca. Sardella è arrivato sul posto a bordo di una Volkswagen grigia, in compagnia di un parente. La 47enne era bordo di una Nissan Juke, insieme al suo compagno.

Dissapori e incomprensioni familiari si trascinavano da tempo. Durante l’accesa discussione, Sardella avrebbe esploso diversi colpi di pistola contro la Nissan. Un proiettile ha infranto il finestrino anteriore destro della vettura e ha raggiunto Irene Margherito, seduta sul sedile passeggero, alla testa. Il compagno, nella colluttazione, ha riportato ferite di lievi entità alla testa. 

Tutte le persone coinvolte erano lì sul posto quando è arrivata la polizia, mentre la 47enne veniva trasportata, in condizioni disperate, presso l’ospedale Perrino di Brindisi, dove è deceduta il giorno successivo. Il suo compagno è stato denunciato a piede libero per porto abusivo di oggetti atti a offendere, poiché trovato in possesso di una spada modello katana, con relativo fodero. Non è indagato, invece, il parente di Sardella.

Gli investigatori hanno ricostruito l’accaduto grazie alle immagini riprese dalle telecamere di cui è dotata l’azienda. I filmati al momento sono coperti da segreto istruttorio. La difesa di Sardella potrà acquisirli dopo l’interrogatorio di convalida, in vista di un eventuale ricorso al riesame. La salma di Irene Margherito, intanto, è a disposizione della Procura, che nelle prossime ore potrebbe disporre l’autopsia. La donna lascia un figlio e una figlia, entrambi sposati, avuti dal marito defunto. 

Il commento della figlia

"Mamma ti prometto che ti farò giustizia". È la frase apparsa su un commento social (sotto l'articolo di questo giornale) da parte di Natalia Sardella, figlia di Irene Margherito. La ragazza, convolata a nozze ad aprile scorso, aspetta un bambino. Distrutta dal dolore, già poche ore la dichiarazione del decesso ha affidato a Facebook il suo sfogo: "Mamma ma che hai fatto? Te ne sei andata, e tuo nipote?"

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