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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Oria

Omicidio Oria: "Ho agito per legittima difesa"

ORIA - Ha detto di aver agito per legittima difesa Michele Carbone, l’uomo arrestato con l’accusa di aver ucciso il pensionato Mario Nania, 60enne di Oria, a seguito di una lite tra vicini di fondo.

ORIA - Ha detto di aver agito per legittima difesa Michele Carbone, l'uomo arrestato con l'accusa di aver ucciso il pensionato Mario Nania, 60enne di Oria, a seguito di una lite tra vicini di fondo.

Mentre proseguono le ricerche del figlio, Francesco Carbone, accusato anch'egli di aver preso parte alla tragica lite e ancora latitante, questa mattina è stato sentito dal giudice l'unico uomo finora catturato dai carabinieri di Oria, facenti capo alla Compagnia di Francavilla.

Proprio lui ha dovuto ricostruire la tragica giornata di venerdì in contrada Pasquino, iniziata nella mattinata, quando Nania si era portato in campagna assieme a tre persone per iniziare la potatura degli ulivi. Per i lavori, però, avrebbe utilizzato una motosega evidentemente troppo rumorosa, se già qualche minuto dopo Carbone - vicino di fondo - era uscito per lamentarsi dell'eccessivo frastuono. Ma le richieste di porre fine al baccano sono andate inascoltate. Anzi, nel giro di poche ore Nania e Carbone sono venuti direttamente alle mani, con il secondo colpito anche al costato.

La situazione, insomma, è andata presto degenerando, e a un certo punto è intervenuto anche il figlio di Carbone, in difesa del padre. Secondo quanto raccontato dal genitore davanti al giudice, il 20enne si sarebbe intromesso per evitare che il padre soccombesse, oltretutto dopo che il ragazzo avesse cercato più volte di convincerlo ad evitare lo scontro con il vicino.

Francesco Carbone avrebbe colpito Nania con calci e pugni, ma a dare il colpo di grazia all'uomo sarebbe stato un colpo di bastonate. Inoltre, e questo è un ultimo particolare che sarebbe emerso dalle testimonianze degli operai che nel frattempo si erano precipitati per dividere i litiganti, sul corpo già esanime di Nania i due avrebbero anche infierito con altre bastonate.

La vittima è stata poi portata presso l'ospedale "Camberlingo" di Francavilla Fontana e successivamente è stato trasferito presso l'ospedale "Perrino" di Brindisi, ma è spirato attorno alla mezzanotte di venerdì e sabato.

Il figlio di Carbone è ancora latitante, ma la caccia al secondo presunto omicida non si è mai interrotta, e anzi il ragazzo potrebbe avere le ore di libertà contate.

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